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Imu agricola, il Tar del Lazio non proroga lo stop: sconcerto di Agrinsieme e Coldiretti, “Urge proroga”

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Provincia. Nulla da fare per il tributo 2014: gli agricoltori dovranno pagare entro il 26 gennaio 2015 l’Imu sui terreni agricoli. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, che si è pronunciato ieri sul ricorso, tra i proponenti anche Anci Liguria, che chiedeva la sospensione della tassa. Si prospettano giorni di tensione e soprattutto di caos con gli interessati che dovranno versare quanto dovuto in appena cinque giorni.

Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari esprime forte disappunto per l’ennesima battuta d’arresto sulla vicenda dell’IMU sui terreni montani e collinari per il 2014 e sollecita un intervento immediato del governo. Grande, quindi, lo sconcerto per la scelta del TAR del Lazio, che non proroga la sospensione del decreto ministeriale oltre il 21 gennaio. Una decisione che fa rivivere i criteri altimetrici per il pagamento dell’imposta entro il prossimo 26 gennaio, creando il caos per i versamenti che evidentemente non potranno essere realizzati in un lasso di tempo così ristretto.

“Il silenzio assordante del Governo, che nel Consiglio dei ministri di ieri non ha preso alcuna decisione sull’argomento – commenta il Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – dimostra ancora di più l’indifferenza verso le legittime aspettative delle imprese agricole, per una revisione di un tributo che è considerato dalla stessa politica e dall’ANCI iniquo e vessatorio”.

“Agrinsieme chiede ai responsabili politici e ai ministri competenti dell’Economia e dell’Agricoltura un intervento immediato che proroghi la scadenza del pagamento in attesa di una riconsiderazione complessiva dei criteri di esenzione per i terreni agricoli delle zone montane”, concludono.

Sulla stessa lunghezza d’onda Coldiretti: “E’ indispensabile mantenere l’impegno a rivedere anche per il 2014 le evidenti incongruenze nei criteri individuati per la delimitazione dei terreni agricoli in base all’altitudine in cui si trova la sede del comune, nel rispetto – afferma Gerolamo Calleri, presidente della Coldiretti Savonese – della fondamentale scelta di mantenere l’esenzione dell’imposta a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali”.

“Inoltre sarebbe assolutamente impraticabile sostenere la data di scadenza dell’Imu – continua il presidente Calleri – in riferimento all’esito dell’udienza in camera di consiglio, davanti alla seconda sezione del Tar del Lazio che non ha concesso una nuova sospensiva e deciderà direttamente nel merito sui ricorsi con i quali un serie di Comuni e di Anci regionali contestano il decreto sull’Imu sui terreni agricoli per i Comuni montani”.

Rincara ancora la Cia Liguria: “Sicuramente il 26 gennaio non pagheremo l’Imu – conferma Aldo Alberto, presidente di Cia Liguria -. A quattro giorni dalla scadenza non esistono i presupposti per capire come funziona questo tributo. Avevamo chiesto e richiediamo una proroga a giugno per mettere a punto parametri certi per gli agricoltori. Questa confusione d’altra parte conferma la l’insensibilità del Governo su questo tema. Se non ci sarà un confronto concreto siamo pronti alla mobilitazione della categoria”.

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