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Il Pd ingauno dà i numeri delle primarie mentre il segretario provinciale Fulvio Briano è in Procura

Albenga. Mentre stamattina i vertici del Pd ingauno facevano chiarezza sulla bagarre riguardante i voti degli stranieri alle primarie di domenica e che tanto determinanti sarebbero stati per il successo di Raffaella Paita, il segretario provinciale del partito Fulvio Briano era a colloquio col procuratore capo di Savona Francantonio Granero.

briano andreis

I contenuti dell’incontro non sono ovviamente stati resi noti. Nel frattempo, la sezione albenganese del partito democratico si “difendeva”.

“Albenga ha fatto un buon lavoro sulle primarie – ha detto senza mezzi termini il segretario cittadino Alessandro Andreis – Direi come al solito, visto che per qualsiasi tipo di primarie Albenga non si è mai tirata indietro. I numeri non sono così diversi dal solito. Abbiamo avuto primarie con mille e 300 partecipanti, devo dire che anche stavolta abbiamo dato il nostro contributo”.

Secondo quanto, però, si tratterebbe di un contributo “pagato”: “Qualcuno può dire quello che vuole – ribatte Andreis – Io per adesso sento solo parole. Si diceva che alle otto del mattino c’erano frotte di extracomunitari in fila. Bene, parliamo di cose serie, di numeri: 147 stranieri su mille e 600 votanti circa. Le primarie di Franceschini e di Bersani e di Marino avevano raggiunto circa mille e 300 votanti e circa 150 extracomunitari. Il dato non è diverso. Noi parliamo di numeri, gli altri fanno illazioni”.

Viene da chiedersi da cosa nasca il polverone: “Questo polverone è scaturito dal fatto che qualcuno è voluto entrare in una bella casa, in un bel locale come il nostro, cioè il Pd (che è l’unico partito strutturato sul territorio e che propone una bella esperienza come le primarie e che è fatto di gente che ha lavorato perché credeva chi in Cofferati e chi nella Paita) e ora sta facendo volare i bicchieri per scopi che probabilmente non sono neanche troppo noti”.

I numeri parlano chiaro: “Abbiamo gestito un seggio da mille e 600 votanti, siamo un gruppo dirigente serio, un’amministrazione che ha lavorato tanto, che ha vinto al primo turno con ben cinque candidati sindaci al 52 per cento delle preferenze. Non sono parole, sono fatti. Questa vittoria, questo modo di vivere ‘diverso’ dell’amministrazione è qualcosa che forse ha portato anche risultato alle primarie”.

Circa le candidature per le regionali, i nomi sono quelli di Rovere, Niero e De Vincenzi: “Non mi esprimo. Albenga e questo territorio hanno bisogno di un candidato. Perché lo hanno dimostrato, non può essere un territorio tenuto al margine. Non facciamo la gara tra di noi, c’è spazio per tutti e lo abbiamo dimostrato con i numeri”.

Giuliano Arnaldi, consigliere comunale di Onzo e della segreteria del Pd del ponente, ha fatto poi il punto sul “contributo di voti” dato dall’ex assessore di Rosy Guarnieri Robeto Schneck: “Sono stato il primo a dire che c’è una soglia di decenza che non va superata – ha ribadito Arnaldi – Io ho identificato questa soglia nell’auto-candidatura di Roberto Schneck. Non è un premio politico: ci sono altri esponenti dell’area moderata che hanno aderito a un progetto politico e ne siamo coscienti. L’esempio più classico è il sindaco di Albisola Superiore, che è una persona seria che ha dimostrato sul campo di avere un consenso costruito sulla base del proprio lavoro non nelle primarie”.

Qualcuno, però, continua a parlare di manipolazioni delle primarie. “Prima di parlare di manipolazioni bisognerebbe guardare i numeri, bisognerebbe guardare quanti cittadini sono andati a votare alle primarie, quanti tra questi sono extracomunitari e quanti sono il prodotto del lavoro di una squadra che riunisce Albenga, Cisano e i piccoli paesi che si trovano indignati per il fatto che un signore che intende continuare a vivere di politica politica in modo autoreferenziato pensi di poter usare noi come un treno”.

Il problema, ora, è trovare un rappresentante che curi gli interessi del ponente: “Ha fatto molto bene Andreis a porre il problema di una rappresentanza politica del ponente. Questa è una cosa seria, sula quale il ponente si è trovato unito e non si divide. Non è un problema di noi. Che circolino nomi è inevitabile. Io voterei un esponente del ponente. Il ponente comincia prima di Pietra, finisce ad Andora e ha vivacità interne che vanno considerate. I candidati non vanno scelti a tavolino, ma devono essere il prodotto di un progetto politico che esprima dei nomi. Il progetto è in piedi, ci confronteremo e valuteremo chi sarà”.

Commenti

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  1. Scritto da ingauno doc

    mi sa tanto che qualcuno abbia paura di perdere il careghino !!!