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Il mercato del credito e la Liguria: l’analisi di Unioncamere

Liguria. La crisi ha profondamente trasformato la clientela, le forme contrattuali e gli importi dei finanziamenti, incidendo significativamente sul mercato del credito al consumo. Il credito al consumo consiste in tutte quelle attività di finanziamento delle persone fisiche e delle famiglie che hanno lo scopo di sostenere i consumi o di rimandare o rateizzare i pagamenti. All’inizio dello scorso decennio la diffusione del credito al consumo, grazie anche ad un calo di quasi due punti percentuali del tasso di interesse, era notevolmente aumentata allineandosi ai livelli dei principali paesi europei .

“Nei primi anni della crisi – spiega Unioncamere Liguria – questa forma di finanziamento ha ricoperto l’importante ruolo di contenere il calo dei consumi sostenendo quelli delle famiglie italiane, specie di quelle con reddito più basso. Negli anni della crisi la domanda di credito al consumo si è poi considerevolmente ridotta, concentrandosi nelle richieste di importi più contenuti. Cause ne sono state la contrazione di alcune fette di mercato, quali quello dell’auto, e la tenuta di settori quali la telefonia e l’elettronica, oltre al fatto che le famiglie, sempre più in difficoltà, hanno dovuto chiedere aiuto anche per importi sempre più bassi”.

“Dal lato dell’offerta sono aumentate per contro la selettività nei confronti dei cittadini considerati “più a rischio” e la propensione a proporre finanziamenti di importo contenuto, di rata bassa e durata breve. D’altro canto gli indicatori di rischiosità delineavano un mercato sempre più “pericoloso”: dal 2007 il reddito disponibile delle famiglie si è ridotto di oltre il 10% e il tasso di disoccupazione è raddoppiato superando il 12%”.

“In Liguria negli ultimi cinque anni la consistenza dei prestiti erogati alle famiglie consumatrici si è gradatamente ridotta, e ha interessato sia il credito al consumo che i finanziamenti per l’acquisto di abitazioni. Prima della crisi l’incidenza del credito al consumo sul reddito disponibile andava salendo, seppur a livelli inferiori rispetto alla media italiana. Dal 2009 al 2013 si è passati da 2.809 milioni di euro a 2.625 milioni di euro (-6,6%). Il dato di settembre 2014 fissa il valore a 2.585 milioni di euro, il 2,3% in meno rispetto allo stesso mese del 2013. Nell’arco di tempo considerato la Liguria si posiziona sempre al 12° posto nella graduatoria regionale. I dati previsionali forniti da Prometeia confermano per la Liguria anche per il 2015 una certa stabilità dei consumi, a differenza di altre regioni del Nord dove la spesa per i consumi tenderà ad irrobustirsi”.

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