IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Finale, fronte comune per dire no al disboscamento a San Bernardino: “Intervento dannoso” fotogallery

Finale L. Una camminata nei boschi di San Bernardino che, nelle ultime settimane, sono al centro di un acceso dibattito dovuto alla scelta di realizzare una serie di piste di esbosco nell’area. Un intervento contro il quale a Finale Ligure in molti hanno avanzato perplessità: dalle associazioni che promuovono attività outdoor, all’amministrazione comunale, ma anche gli albergatori.

disboscamento san bernardino

Nonostante un ricorso al Tar contro la Regione (che ha autorizzato la realizzazione delle piste di esbosco nell’area) presentato dal Comune, da piazza De Ferrari non è arrivata nessuna marcia indietro e il taglio degli alberi è proseguito.

Questa mattina quindi l’associazione Finale Outdoor ha organizzato una camminata nella zona di San Bernardino per prendere visione dell’intervento e poi discuterne davanti ad una “bicchierata calda”. All’iniziativa hanno aderito circa un’ottantina di persone (che sono state scortate dagli uomini della Guardia Forestale) tra cui il sindaco Ugo Frascherelli, il vicesindaco Lorenzo Operto, i consiglieri Simona Simonetta e Giovanni Ferrari e una rappresentanza del MoVimento 5 Stelle Finale Ligure.

A quella sul disboscamento dell’area, nelle ultime ore tra l’altro si è aggiunta anche un’ulteriore polemica che coinvolge l’assessore regionale al turismo Angelo Berlangieri “reo” di aver votato contro il Comune di Finale Ligure. Il riferimento è al ricorso al Tar presentato dall’amministrazione Frascherelli: la Giunta regionale ha infatti approvato la costituzione in giudizio contro il ricorso di Finale e la delibera è stata votata anche dall’assessore Berlangieri. Un gesto che, nonostante il sindaco di Finale abbia smorzato i toni della polemica, pare non sia piaciuto ai Finalesi: “Stupito del voto di Berlangieri? Non so come funzioni la giunta regionale, però immagino che tutte le pratiche di natura legale siano poi di competenza del presidente, quindi può anche darsi che non ci sia stata una intenzionalità in questo senso” precisa Ugo Frascherelli.

Il primo cittadino di Finale ci tiene a precisare che le perplessità non ruotano intorno al tipo di intervento in sé, ma sulle modalità con cui viene eseguito: “Ben venga un intervento del genere, ritengo sia opportuno che i boschi vengano coltivati e sfruttati correttamente. Il problema è che il finalese è un luogo particolarmente bello, molto fragile quindi anche questi interventi andrebbero fatti diversamente. La legge regionale che consente dovrebbe essere applicata diversamente a seconda dell’importanza, della rilevanza, della delicatezza dei luoghi”.

“Questo è un luogo soggetto a tutta una serie di vincoli paesaggistici che per altro gravano su tutte le abitazioni che vediamo intorno a noi, per cui cambiare anche semplicemente il colore di una persiana presuppone un’autorizzazione da parte della sovrintendenza. E’ francamente privo di senso che l’apertura di una pista di esbosco come quella che è stata realizzata qua o alle Manie vengano fatte in luoghi soggetti a questi vincoli senza che la Sovrintendenza sia stata minimamente considerata” conclude il sindaco.

“Siamo qui per mostrare a tutti cosa sta succedendo in questo sentiero a noi molto caro. Vogliamo portare i cittadini di Finale Ligure a vedere quello che stanno facendo: non solo un’opera di disboscamento ma una vera e propria distruzione del sentiero e dei muretti a secco” spiega Carlo Mamberto presidente Finale Outdoor Resort.

“E’ un vero disastro per l’entroterra finalese. Noi non ce la prendiamo con l’intervento in sé, ma con le modalità con le quali viene realizzato che secondo noi sono disumane. Stanno distruggendo il sentiero, il selciato e i muretti a secco medievali. Noi crediamo che si potrebbe fare diversamente” conclude Mamberto.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da giugamb

    Appena si tenta di ridare vita al territorio si incontrano certe persone ….. Tagliare il giusto significa rinnovare il bosco e mantenere il bene che la natura ha donato …. Siete andati a vedere cosa c’è oltre il sentiero di San Bernardino? Io si …. Non si può camminare da tanto e sporco …. Le piante giovani seccano per mancanza di luce … Sono sovrastate dalle vecchie che, non tagliate, invecchieranno ancora e poi moriranno cadendo al suolo …. Se il bosco non viene curato … Muore….. Non solo… La legna e’ l’unico combustibile ecologico perché una volta bruciato restituisce all’atmosfera ciò che gli aveva sottratto prima … ovvero anidride carbonica …. Bruciando altro, noi la sovraccarichiamo e non diamo nulla in cambio … Le piante offrono ossigeno in cambio del l’anidride che si prendono e che per loro è fondamentale …. Non dimentichiamo poi che questo crea lavoro e in un tempo dove quest’ultimo scarseggia, sinceramente, avrei altro da fare e a cui pensare che andare a passeggiare…