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Forzisti al voto alle primarie, è bagarre: si può fare o no? E Vaccarezza attacca: “Gente che ha un prezzo” foto

Provincia. Sono esclusi dalle primarie regionali di domenica i “dirigenti e attivisti riconosciuti di forze politiche e movimenti che nel corso di tutta la legislatura regionale abbiano tenuto una posizione di contrarietà ad alleanze politiche di centrosinistra”. Questa la frase che ha creato il caos a pochi giorni dal voto con cui, domenica, gli elettori del centrosinistra dovranno decidere chi tra Raffaella Paita, Sergio Cofferati e Massimiliano Tovo dovrà tentare l’assalto alla presidenza della Regione.

La norma incriminata è stata stabilita dal comitato regionale dei garanti per impedire infiltrazioni degli avversari alle urne. A creare il caso, però, è l’intenzione annunciata da diversi ex del centrodestra di partecipare al voto: i casi più noti sono quello di Franco Orsi, sindaco di Albisola Superiore, e Roberto Schneck, ex assessore provinciale, ma sono diversi gli assessori o i consiglieri comunali in provincia che vorrebbero partecipare.

Orsi da mesi ormai sostiene la candidatura di Raffaella Paita. Ma ha una storia in Forza Italia (è stato senatore Pdl) e, alle ultime comunali, era opposto a Maria Vezzolla che godeva dell’appoggio del Pd. Può votare oppure no? Dipende. Rileggendo la norma, emerge che per essere escluso deve essere un dirigente (e Orsi non lo è) oppure un “attivista riconosciuto”. Che significa?

“Nella interpretazione più estensiva possibile, posso essere ritenuto tale almeno fino al 2013 – spiega il sindaco di Albisola – da allora non sono più iscritto a nessun partito”. E qui subentra il secondo passaggio chiave: “…nel corso di tutta la legislatura regionale”. Significa “negli ultimi 5 anni” o “per tutti gli ultimi 5 anni”? Nel primo caso Orsi è fuori, nel secondo caso vota. Ultimo punto controverso è quel “…ad alleanze politiche di centrosinistra”: la lista di Vezzolla era civica, ma sostenuta dal Pd.

Ieri sera il comitato savonese per le primarie si è riunito per discutere, sulla base della norma emanata a livello regionale, dei casi specifici. “E’ stato deciso che potrò votare – svela Orsi – l’interpretazione che ha prevalso è quindi quella per cui io non sono stato un attivista ‘politico’ per tutti i 5 anni (data la mia uscita da FI), e non sono considerato oppositore del Pd regionale nonostante la mia opposizione al Pd locale. Poi è chiaro che il mio sostegno a Paita va al di là del poter votare: sono ‘ospite’, e seguo le regole di chi mi ospita“.

Anche il caso di Roberto Schneck è complesso: ex vicesindaco di Albenga in una giunta, come quella Guarnieri, targata Lega e Forza Italia, ex assessore in provincia con Vaccarezza sempre sotto l’egida berlusconiana. “Ma sono fuori da maggio – fa notare Schneck – e in ogni caso prima facevo l’amministratore, non il politico. Tanto è vero che in Provincia non votavo, non essendo consigliere”.

E nel suo ruolo, rivendica, ha avuto spesso a che fare con gli amministratori del centrosinistra: “Ho collaborato con molti sindaci del Pd, ed è proprio sulle frane che ho conosciuto e imparato ad apprezzare Raffaella Paita”. Anche nel suo caso, resta da capire se domenica gli sarà consentito l’accesso all’urna: “Io mi presenterò al voto – dichiara Schneck – poi, se non mi lasceranno votare, vorrà dire che tornerò a casa“.

Nella bagarre intanto interviene proprio l’ex presidente provinciale Angelo Vaccarezza, che a differenza dei “transfughi” giura amore eterno a Forza Italia. “Ci sono da 20 anni, lo lascerò solo se dovesse diventare una costola del Pd. Una cosa posso promettere alla sinistra: sarà alternativo a loro per tutta la vita”. Sulla possibilità che ai sui ex colleghi di partito sia consentito di votare alle primarie (per quanto lo riguarda, Vaccarezza ha sempre affermato con forza che non parteciperà), il commento è lapidario: “Se non li fanno votare vuol dire che non li vogliono nemmeno loro. Ma è normale: se non ti vuole il re non ti vuole nemmeno la regina”.

Sui casi specifici di Orsi e Schneck è ancora più duro. “All’interno di Forza Italia c’è gente che ha un prezzo – è l’accusa – Ci siamo chiesti quanto ‘valgano’ in termini di voti: non lo sappiamo ancora, ma intanto abbiamo scoperto che hanno un prezzo, e che il Pd è disposto a pagarlo. D’altronde nella storia c’è chi ha tradito per 30 denari: oggi c’è chi è pronto a farlo per un assessorato in regione o per la presidenza dell’ente porto”.

Commenti

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  1. Brian di Nazareth
    Scritto da Brian di Nazareth

    Peppo Pig Vaccarezza si è venduto al PD per quaranta denari

  2. Brian di Nazareth
    Scritto da Brian di Nazareth

    Peppo Pig Vaccarezza dovrebbe essere espulso per primo da Forza Italia

  3. Scritto da alvaro felici

    Larghe intese pre-elettorali.
    …Gnam-GNAM…SLURP-Slurp,,,