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Filcams Cgil Savona: “Tutele per i lavoratori negli appalti”

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Savona. Garanzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati negli appalti privati e pubblici; contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra le imprese; tutela dell’occupazione nei cambi di appalto. Sono in estrema sintesi i punti che qualificano la proposta di legge di iniziativa popolare sul tema appalti, promossa dalla Cgil, e presentata oggi a Roma in piazza del Pantheon con raccolta di firme. Tra i firmatari, il leader di corso d’Italia, Susanna Camusso, che dal palchetto in piazza ha motivato le ragioni di questa iniziativa del sindacato.

“Un mercato più selvaggio e a rischio illegalità. I lavoratori in appalto in caso di subentro di una nuova azienda, qualora vengano riassunti dalla stessa, si troveranno con ogni probabilità un nuovo contratto a tutele crescenti senza il diritto al reintegro in caso di licenziamento ingiustificato” afferma la Filcams Cgil savonese.

“Il Jobs Act riguarda solo i nuovi assunti a far data dal 1 gennaio 2015″. “Nulla cambia per chi un lavoro già ce l’ha.” Sono queste alcune delle affermazioni dei supporters istituzionali e non delle nuove norme sul lavoro varate il 24 dicembre dall’esecutivo”.

“Aldilà della evidente iniquità (e della dubbia costituzionalità) di provvedimenti che dividono il mercato del lavoro fra “sommersi” e “salvati”, ideati in ossequio a logiche spiccatamente liberiste, non si può tacere il fatto che non tutti i “vecchi” assunti sono stati messi in salvo. Leggendo il decreto 183/14, che sancisce la riforma dell’articolo 18 e in sostanza il suo superamento, si evince come i lavoratori in appalto (pulizie, ristorazione collettiva e commerciale, vigilanza etc) in caso di subentro di una nuova azienda, qualora vengano riassunti dalla stessa, si troveranno con ogni probabilità un nuovo contratto a tutele crescenti senza il diritto al reintegro in caso di licenziamento ingiustificato. Il legislatore infatti all’articolo 7 sembra solo preoccuparsi di legare alla reale durata del servizio del lavoratore sull’appalto l’eventuale risarcimento economico, dando per scontato che nelle stazioni appaltanti non esistano anzianità e diritti acquisiti”.

“Se così fosse – la norma si presta a qualche interpretazione – saremmo di fronte all’ennesima discriminazione verso lavoratrici e lavoratori che già operano spesso in condizioni difficili, essendo sempre più frequenti i casi in cui gli appalti si rivelano terra di nessuno, esposti ad illegalità e violazioni dei diritti individuali e collettivi”.

“La Filcams Cgil ritiene necessario che negli imminenti passaggi alle commissioni di Camera e Senato si ponga rimedio a questa ulteriore stortura, ripristinando garanzie minime alle decine di migliaia di addetti coinvolti. Fondamentale diventa inoltre l’impegno della politica e delle istituzioni locali”.

“Qualora ciò non succeda la Filcams Cgil non lascerà nulla di intentato per tutelare i propri rappresentati e i lavoratori che operano in appalto, dalla mobilitazione alle azioni legali e vertenziali. Troppo spesso le lavoratrici e i lavoratori terziarizzati vengono vissuti dalle imprese come un surplus di cui poter fare a meno. Renderli anche più facilmente licenziabili significa consolidare il principio che essi non appartengono alle imprese, in barba ad ogni valore di responsabilità sociale, ma soggiacciono solo a leggi di un mercato divenuto, per gli effetti della crisi, sempre più selvaggio”.

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