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Ciangherotti e quella vignetta “disneyana”, Pd nei panni della Banda Bassotti: archiviata la querela foto

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Albenga. “Alla fine ho vinto con la piena assoluzione”. Lo annuncia con orgoglio, Eraldo Ciangherotti: è stata infatti archiviata la querela per diffamazione che alcuni membri del Partito Democratico avevano presentato nei confronti dell’ex assessore di Albenga, il 29 marzo 2012.

Galeotta era stata in quel caso una frase contenuta in un comunicato stampa del forzista ingauno: all’indomani di un’assemblea pubblica del PD aveva apostrofato Franco Vazio, Alessandro Andreis, Antonello Tabbò, Simona Vespo, Franco Presbulgo, Romano Minetto, Gianna Benedetti e Tullio Ghiglione come “innocui personaggi waltdisneiani, dalla zero credibilità, proprio come la banda bassotti”. Un concetto rafforzato da una vignetta che ritraeva i volti di alcuni di loro proprio nei panni della celebre “famiglia criminale” di Topolinia, di cui Ciangherotti ancora oggi rivendica il copyright.

“La querela è stata archiviata nonostante la strumentale opposizione dei querelanti alla richiesta di archiviazione del P.M. in data 18 luglio 2014 – racconta Ciangherotti – Avevo poi scritto in quel mio comunicato stampa di alcuni membri del PD ingauno ‘orgogliosamente’ a braccetto con il senatore Lusi, durante l’ultima campagna elettorale alle politiche del 2008, quando il candidato Lusi era stato portato in giro per Albenga per raccogliere voti nel seggio ligure. Il Giudice per le indagini Preliminari, competente a decidere sulla opposizione alla richiesta di archiviazione, la scorsa settimana, sciogliendo la riserva, ha ordinato l’archiviazione del procedimento e la restituzione degli atti al PM, perchè espressioni ed immagini utilizzate in quell’articolo ‘devono ritenersi scriminate dall’esercizio del diritto di critica ed in particolare di satira politica’”.

“In concreto – si legge nelle osservazioni del Gip – l’articolo scritto in risposta ad una manifestazione del PD ingauno diretta a censurare l’operato della giunta Guarnieri di cui faceva parte, punta esclusivamente a deridere l’iniziativa con il richiamo ai personaggi dei fumetti (non accompagnato da alcun riferimento a reali ruberie), alla spartizione delle cibarie della sagra del partito, tenutasi a ferragosto, e ad una foto degli esponenti ingauni con il senatore Lusi (noto per la colossale appropriazione di denaro del proprio partito), in campagna elettorale. Non può nemmeno dirsi esorbitante dal diritto di critica l’accusa, rivolta agli esponenti PD, di proteggere ‘quei dipendenti pubblici fannulloni’ parendo evidente che, nonostante l’enfasi, il riferimento ad una precisa problematica politica che non lede la reputazione e, nella misura in cui potrebbero esserlo, sono coperti dalla scriminante del diritto di satira, rientrane nel più generale diritto di critica”.

“La cosa che più sconcerta – prosegue Ciangherotti – è che c’è stato chi ha sporto querela e poi depositato opposizione alla richiesta di archiviazione senza essere neppure da me menzionato nell’articolo e si è sentito chiamato in causa, solo per l’espressione ‘noti kambusieri della festa democratica ferragostana del PD, sempre in prima fila a spartirsi per casa loro i rifornimenti di cibarie della sagra’, etichettando aderenti ed iscritti al PD ‘da decenni a libro paga della sezione di partito… protettori di quei dipendenti pubblici, noti fannulloni albenganesi, che la sinistra ingauna vorrebbe difendere ad oltranza, a danno degli onesti lavoratori, per indecenti interessi di portafogli…'”.

“E’ evidente che l’opposizione alla richiesta di archiviazione del PM è stata depositata per obbligarmi a difendermi in sede di giudizio, costringendomi a spese di difesa – rileva il dentista di Albenga – Ciò mi obbliga ad intraprendere, adesso, tutte le strade necessarie per la richiesta di risarcimento danni, proprio perchè non vorrei che lo strumento della querela venisse ancora utilizzato per intimarmi il silenzio in mezzo all’agone politico”.

“Alla luce anche delle maneggie negli ultimi giorni alle primarie liguri di Albenga, non posso pensare che per obbligarmi al silenzio si cerchi di colpirmi a suon di infondati processi. Ne sono ancora più convinto se penso che al procedimento penale per questa querela i querelanti non si sono presentati, demandando il tutto ad un avvocato che neppure aveva la procura per poter partecipare all’udienza. Roba che può succedere solo quando c’è malafade in chi la legge la dovrebbe usare per combattere i reati e non per tappare la bocca a chi la pensa politicamente in maniera diversa”, conclude Ciangherotti.

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Commenti

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  1. Scritto da hadrianus

    La legge le ha dato ragione forse perché non ci sono articoli che vietano la maleducazione e l’inciviltà