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Charlie Hebdo, Sel: “No a nuova crociata”. Rixi (Lega): “Servono leggi speciali”

Savona. “Sarebbe sbagliato scegliere la scorciatoia della generalizzazione, colpevolizzando una religione, o un’ ideologia politica o qualsiasi altro credo. Vogliamo esprimere il nostro cordoglio ai parenti delle vittime di questo insopportabile attentato, tanto più grave e significativo in quanto colpisce uno dei pilastri della democrazia e del vivere civile come la libertà di stampa e di pensiero, che debbono essere garantite a tutti, ed in tutte le sue forme”. Così Sel Savona in una nota commenta l’attentato al giornale satirico francese Charlie Hebdo.

“Non di scontro di culture si tratta. I mussulmani di tutto il mondo hanno condannato con chiarezza ed immediatezza gli attentati di Parigi, così come la sinistra italiana si è battuta a suo tempo, con tutte le forze, contro il terrorismo brigatista”.

“La politica ha una grande responsabilità nella prevenzione di questi fatti tragici, creando le condizioni per una corretta integrazione, per battere l’emarginazione, offrendo occasioni di lavoro, culturali, di crescita individuale, collettiva, sociale”.

“Sinistra Ecologia Libertà, da sempre, si batte e propone una società aperta, solidale, accogliente, rifiutando il fanatismo, sia esso religioso o politico, come arma di battaglia, al contrario di ciò che in queste ore traspare dalle dichiarazioni di esponenti della destra francese o di leader di partiti nostrani, che, non fanno altro che fomentare odio e concimare il brodo di coltura su cui si fonda il fondamentalismo ed il fanatismo” conclude Sel.

Di tutt’altro parere il consigliere regionale della Lega Nord Edoardo Rixi: “I fatti di Parigi, vile attacco barbaro ai nostri valori di libertà di opinione e della vita, necessitano di un intervento immediato, tempestivo da parte delle nostre istituzioni per mettere in sicurezza tutti i cittadini italiani. Sono indispensabili leggi speciali a contrasto e prevenzione di ogni fenomeno terroristico islamista. In queste ore purtroppo si stanno moltiplicando in rete dichiarazioni da parte di chi – come il calciatore di Rovigo e tanti analoghi “difensori” dell’islam – arriva addirittura a difendere o inneggiare i terroristi che hanno compiuto le carneficine di Parigi. Siamo alla follia pura se permettiamo a certi squilibrati di poter impunemente promuovere la violenza attraverso messaggi a sostegno di chi alle vignette satiriche ha risposto a colpi di kalashnikov seminando terrore per mezza Francia”.

“Servono leggi speciali come quelle adottate in Italia negli anni di piombo. Oggi dobbiamo fare i conti con un terrorismo diverso da quello degli anni Settanta perché opera in nome di una religione e non più di un’ideologia: ma è forse diverso nella sostanza? Assolutamente no. Viene ucciso, oggi come allora, chi non la pensa come loro. La libertà di opinione è uno dei valori più profondi che in occidente abbiamo conquistato in secoli di storia. Non possiamo permettere che venga ucciso da bande criminali in nome di una religione. Bisogna procedere immediatamente all’individuazione di tutti coloro che, anche solo a parole in rete e sui social, inneggiano i terroristi islamici perché potenziali strumenti di morte a loro volta”.

“Come negli anni Settanta si andava a reprimere ogni sospetto di possibile vicinanza con le Br o i terroristi neri, oggi occorre adottare identiche misure con chi dietro a un nickname si permette di difendere o promuovere certe barbarie. Altro che ritiro del passaporto per i 50 sospetti jiadisti proposto da Alfano! Ci vogliono gli arresti domiciliari preventivi. Che serve ritirare il passaporto a un jiadista in Italia? Solo a trattenerlo nel nostro paese: di certo non a controllarlo o a impedirgli di commettere atti criminali in giro per le nostre città. Mi auguro che tutte le forze politiche aprano finalmente gli occhi sull’entità del fenomeno terroristico che abbiamo davanti e si trovi una convergenza unitaria per reprimere e stroncare qualsiasi possibile moltiplicazione sul nostro territorio di sostenitori islamismi, a partire dal controllo serrato dei luoghi di culto, sale di preghiera e moschee dove si indottrinano e sono reclutati”.

“E poi basta con l’immigrazione incontrollata: da Mare Nostrum a Triton il governo Renzi non ha fatto altro che importare clandestini proprio dai Paesi più a rischio a esportazione terrorismo islamico. Bisogna stoppare l’invasione: non possiamo più accogliere “fantasmi” di cui non sappiamo nulla che appena arrivano in Italia fanno perdere le proprie tracce: è un pericolo che non possiamo più permetterci di non affrontare”.

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