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Bergeggi, il sogno di Arboscello: “Renderemo l’isolotto visitabile dai turisti” fotogallery

Bergeggi. “Sarà complicato, le cose da far combaciare sono moltissime; però noi ci crediamo”. E’ un manifesto di ottimismo quello del sindaco di Bergeggi, Roberto Arboscello: presto si potrà tornare a calpestare la terra del celebre isolotto. O almeno, questo è il sogno del sindaco: difficile, dice, ma non impossibile.

Il primissimo, piccolo ma fondamentale passo è già stato fatto: un sopralluogo sull’isola, per valutare la fattibilità del progetto. “L’idea – spiega Arboscello – è quella di renderlo visitabile, seppur con mille cautele. Si tratterebbe sempre di piccoli gruppetti, massimo una quindicina di persone, e sempre mediante visite guidate, per tutelare al massimo la riserva”.

Una riapertura storica, che si porterebbe dietro però tutta una serie di problematiche. “Innanzitutto l’isola è proprietà privata – ricorda il sindaco – e bisognerà trovare un accordo coi proprietari. Quindi bisognerà affrontare il discorso della sicurezza, sia di chi visita l’isola che dell’area stessa: bisogna proteggere la fauna locale, e anzi magari lavorare per ripristinarla dopo che in questi anni i gabbiani l’hanno ridotta drasticamente. Senza contare le rovine archeologiche presenti nel sito, che andranno salvaguardate”.

Il lavoro da fare è notevole: “Sarà necessario tracciare di nuovo i sentieri, che ormai sono invisibili, e stabilire per bene l’itinerario. Va anche capito in che modo i visitatori raggiungeranno l’isolotto: l’area è protetta, e di certo non si potrà raggiungere con un battello. Le idee ci sono, pensiamo alla canoa o addirittura agli appassionati di snorkeling che lo raggiungerebbero a nuoto; ma ci stiamo ancora lavorando, siamo solo all’inizio”.

I tempi, infatti, sono ancora nebulosi: impossibile ipotizzare, al momento, una data di apertura. “Sono troppi i fattori da tenere in considerazione e le esigenze da conciliare – ricorda il sindaco – le necessità del privato, le richieste della Capitaneria e della Sovrintendenza per quanto riguarda lo scalo e i reperti storici, l’importanza di preservare l’ambiente. Però quell’isola è lì, così bella, ed è un peccato non poterla toccare con mano, esplorarla… dobbiamo valorizzare i nostri tesori. E ci riusciremo. Il lavoro da fare è tantissimo, ma con il sopralluogo un piccolo passo è già stato fatto: ora crediamoci“.

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