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Baseball, chiude il “Cameli” di Albissola Marina: Cubs costretti a rinunciare alla Serie C

Albissola Marina ha perso il suo “diamante”. Lo storico campo “Filippo Cameli”, uno dei tre soli campi da baseball di tutta la Liguria, ha chiuso definitivamente i battenti ed ora, in attesa di far (forse) posto ad una nuova strada, parcheggi ed area camper, rimane desolatamente un prato incolto utilizzato da una ditta di costruzioni come deposito di materali edili.

Mattoni, ponteggi e qualche cumulo di rifiuti inerti al posto degli oltre sessanta ragazzi che svolgono attività con gli Albisole Cubs, il club che porta avanti con pochi mezzi ma grandi successi un gioco che, arrivato nella cittadina rivierasca nel 1972, era riuscito a diventare negli anni una vera e propria tradizione. Una brutta pagina per lo sport e per il baseball ligure.

L’impianto era stato costruito privatamente nel 1986, su un terreno in affitto, grazie al contributo economico della Fondazione Cameli che fu l’unica “istituzione” sensibile al ventennale grido di aiuto di uno sport ed una squadra che non aveva un proprio terreno di gioco ed aveva già dovuto rinunciare a disputare i campionati di alto livello. Infatti, nel 1985 la squadra di Albisola giocò l’intero campionato di Serie A giocando le partite casalinghe sui campi di Torino e Milano.

Il campo “Cameli”, seppur di dimensioni ridotte e non adatto per attività ai massimi livelli, ha servito egregiamente il baseball per 30 anni ed il suo terreno di gioco è stata calcato da migliaia di giocatori tra cui ha spiccato la presenza di molti giocatori e squadre provenienti da Stati Uniti, Repubblica Dominicana, Serbia, Croazia, Slovacchia, Austria, Francia, Norvegia, Svezia, Repubblica Ceca. Nel 1990 il “Cameli” è stato sede dei campionati europei assoluti di softball, unica manifestazione del genere mai ospitata nelle Albisole.

“La situazione precaria del campo da baseball di Albissola Marina si trascinava da tempo – spiega Flavio Pomogranato, anima dei Cubs – e la battaglia per salvare il ‘Cameli’ era iniziata qualche hanno fa quando il neo sindaco di allora, Nicolò Vincenzi, manifestò la volontà della amministrazione di cancellare il campo, senza aver cercato una soluzione alternativa, per realizzare un nuovo tracciato viario, parcheggi, area camper ed il cantiere dei mezzi per la raccolta dei rifiuti”.

“Una volontà ed un progetto che – prosegue -, mal gestito a livello amministrativo, ha innescato una situazione ingarbugliata e complicata tra proprietari, comune e squadra di baseball con il risultato finale di vedere chiudere un impianto sportivo, non avere certezze sui tempi di realizzazione delle opere pubbliche ed avere un’area, classificata come sportiva dal piano regolatore, utilizzata come deposito di materiali da costruzione”.

“Con la nuova amministrazione guidata dal sindaco Nasuti, grazie anche all’infaticabile lavoro di mediazione dell’assessore Luigi Silvestro, abbiamo aperto un dialogo decisamente più amichevole le cose sembravano decisamente migliorate – sottolinea lo storico direttore sportivo del baseball albisolese – avevamo trovato un compromesso ma le soluzione che si erano prospettate, un nuovo campo nel terreno attiguo delle ex Poverelle ed un anno di transizione ancora al ‘Cameli’, sono svanite con la retromarcia dei privati che da una parte hanno deciso di fare altre cose e dall’altra hanno rifiutato l’accordo bonario per la cessione del terreno su cui sorge il campo attuale”.

“Adesso – dice Pomogranato – la nostra ultima speranza di salvare almeno parte dell’attività, è riposta nel trasferimento sul campo da calcio di Luceto ad Albisola Superiore dove abbiamo trovato una certa disponibilità del sindaco Orsi e della società di calcio dell’Albisola 2010 che gestisce l’impianto. Le trattative sono in corso ed il sindaco di Albissola Marina ha promesso un aiuto per il trasloco. I tempi stringono vedremo nel giro di qualche giorno se le cose si risolveranno positivamente…”.

Nel frattempo il consiglio direttivo degli Albisole Cubs si è visto costretto a prendere la dolorosa decisione di rinunciare al prossimo campionato nazionale di Serie C, che con i Cubs perde una delle sue squadre di più lunga tradizione.

“Quella di rinunciare alla Serie C, dopo anni di sacrifici ma anche di grandi soddisfazioni, è stata una decisione difficile e spiacevole – commenta il presidente Enrico Zanobini -. Questa volta ci siamo trovati davvero senza alternative perché il campo di Luceto, anche se fosse disponibile, non è comunque omologabile per attività nazionale. Il termine delle iscrizioni al campionato è scaduto il 15 gennaio e, tra le richieste improrogabili della federazione per essere ammessi alla stagione 2015, quella della piena disponibilità di un campo da gioco omologato è una condizione che non siamo in grado di soddisfare. Rimane invece aperto il discorso per le nostre tre squadre giovanili ed una squadra senior pronta a partecipare alla Northwest League, un campionato di valenza interregionale che consente di giocare anche su campi da calcio adattati al baseball”.

In speranzosa attesa, le squadre giovanili Under 12, Under 14 ed Under 16 hanno iniziato gli allenamenti nei terreni dell’ex campo a sette del Sanson messo gentilmente a disposizione dalla Albezzano Srl che gestisce la Villa Faraggiana ed i suoi terreni.

Commenti

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  1. Flavio68
    Scritto da Flavio68

    Fulgido esempio di totale inettitudine dei nostri politici di qualsivoglia livello …una società sana mandata avanti esclusivamente dalla passione di poche persone, che tiene lontano dalla strada 60 ragazzi aggregandoli in squadra e che da lustro alla cittadina, sfrattata per far posto ad un deposito di materiali inerti, forse ad una strada di cui si parla da decenni o forse ad un lucrosissimo parcheggio….