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Anno giudiziario, Orlando a Genova: “Stato più fragile, attenzione alla criminalità organizzata. Terrorismo pericolo reale” fotogallery

Liguria. Non ha voluto parlare di Primarie il ministro ligure della Giustizia Andrea Orlando, oggi a Genova per l’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. Il Guardasigilli ha concentrato il suo intervento sui temi caldi del momento: riforma della Giustizia, terrorismo, criminalità organizzata.

andrea orlando anno giudiziario

“Nessuno, in questo momento, in Italia, mette in discussione l’autonomia e l’indipendenza della magistratura – ha detto Orlando – si discute su come far funzionare il sistema e su questo ci possono essere opinioni diverse, anche comprensibilmente diverse”.

In tempi di crisi economica “una giustizia inefficiente rallenta ulteriormente la crescita – ha poi sottolineato – Dare centralità nuovamente allo Stato significa anche rendere di nuovo forte la sua funzione di garanzia dei diritti e di risoluzione dei conflitti tra i privati. Il Governo ha posto con forza il tema della giustizia civile perché rappresenta il terreno di contatto quotidiano tra cittadino e amministrazione della giustizia. La sua inefficienza contribuisce al crollo del senso di legalità e alla sfiducia nel sistema giudiziario”.

Sulle recenti polemiche in merito al falso in bilancio, il Guardasigilli ha sottolineato come invece il progetto del Governo “rafforzi l’incriminazione del falso in bilancio secondo criteri di offensività, mutandolo da contravvenzione a delitto, trasformandolo in un reato di pericolo e prevedendo sanzioni fino a 6 anni con la possibilità conseguente di disporre lo strumento delle intercettazioni per l’attività di indagine”. E ancora: “Abbiamo dato rilievo non più solo al danno per la società e i soci, ma all’offesa recata al mercato, alla concorrenza, alla trasparenza – ha detto Orlando -. La previsione di soglie di punibilità per le sole società non quotate risponde all’esigenza di evitare una criminalizzazione eccessiva nei confronti delle imprese e delle più piccole in particolare. Il Parlamento potrà rivedere tali quote o sostituirle con criteri che comunque dovranno tenere conto dell’entità della falsificazione e della dimensione delle imprese”.

Il ministro ha poi lanciato un monito sulla criminalità organizzata. “La crisi sociale e l’indebolimento della struttura statale rende quest’ultima sempre più fragile e in un Paese come il nostro, caratterizzato dalla storica presenza di potenti organizzazioni criminali, la prostrazione dei corpi intermedi e delle istituzioni apre spazi crescenti a fenomeni criminali in ambito economico, sociale e politico”.

Questi poteri “in termini assoluti non sono più forti di prima ma piuttosto è più debole l’organismo che attaccano. La criminalità organizzata non ha più le forme tradizionali e la tradizionale collocazione geografica circoscritta ad alcune regioni del sud Italia. Si è espansa, ha cambiato forme e metodi mimetizzandosi nei contesti in cui si sviluppa. Si confonde -ha concluso Orlando – e si sovrappone alle reti collusive che avvolgono le pubbliche amministrazioni”.

Infine non poteva mancare un riferimento al terrorismo, tema caldo delle ultime settimane, e “pericolo reale data la formazione di reti transnazionali – ha ricordato il Guardasigilli – e che necessitano quindi il rafforzamento delle attività di indagine e una tempestività di trasmissione delle informazioni”. A questo proposito diventa “fondamentale la rete di Procure a livello nazionale, per esaminare le dinamiche di coordinamento delle azioni di contrasto al terrorismo anche internazionale”. Secondo il ministro della Giustizia “diventa essenziale anche il processo di integrazione delle politiche di sicurezza e di cooperazione giurisdizionale nella dimensione sovranazionale”.

L’Unione europea è il naturale riferimento di questo percorso: “con urgenza deve portarci alla costruzione di un efficace
spazio di giustizia, sicurezza e libertà comune – ha concluso Orlando – sorretto da vere e proprie istituzioni giudiziarie
dell’Unione anche in ambito penale”.

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