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Albenga, nuova vita per un’opera dimenticata: il sipario ottocentesco torna agli antichi splendori fotogallery

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Albenga. Sala consigliare gremita oggi per la presentazione del sipario datato 1889 e realizzato dal pittore Giovanni Grifo, che dal 2008 era accantonato nel deposito comunale di San Domenico. Esteso per 36 metri quadrati, si apriva sugli spettacoli messi in scena nell’ormai scomparso teatro civico di largo Doria, demolito nel 1938. Raffigura un’importante scena della storia di Albenga, l’assedio della città da parte del condottiero Niccolò Piccinino nel 1436, e la valorosa resistenza da parte dei cittadini.

Visionato una prima volta circa 40 anni fa da Gin Noberasco, in seguito alla sua morte ricadde nell’oblio, fino al 1994 (amministrazione Viveri) con il Prof. Antonio Olivieri assessore alla Cultura, ma rimase danneggiato dalla terribile alluvione di quell’anno. Fu la Dott.ssa Isabella Vasile durante gli studi e le ricerche effettuate nell’archivio Storico Comunale in occasione della preparazione della sua tesi di laurea a riproporlo all’attenzione delle amministrazioni. Dopo un lungo procedimento di restauro, iniziato sotto l’amministrazione Tabbò e che ha attraversato diverse Amministrazioni Comunali, il Sipario vede oggi finalmente la sua inaugurazione e presentazione ufficiale.

“Il sipario – spiega il sindaco Giorgio Cangiano – arricchisce l’offerta culturale ai turisti e dimostra che se la politica lavora in continuità su interventi di pubblico interesse, poi consegue dei risultati positivi, come in questa vicenda dove ogni amministrazione ha svolto la sua parte per conseguire il risultato che oggi noi tutti possiamo ammirare. Inoltre – aggiunge il sindaco – il Sipario è posizionato in una Sala dove è visibile a tutti. Ho la fortuna di aver concluso un iter iniziato da altre amministrazioni. Vorrei ringraziare una persona che ha contribuito molto alla realizzazione di questo sogno, Lorenza Giudice della Fondazione de Mari. La sua presenza in Fondazione aiuta garantendo la cultura per il sostegno offerto a tante iniziative e aggiungerei che la Fondazione de Mari è un alleato importante”.

“Il restauro – aggiunge il vicesindaco Riccardo Tomatis, assessore alla Cultura – è un lavoro portato avanti da tante amministrazioni che noi consegniamo alla città, forse noi ci possiamo prendere il merito per la collocazione del Sipario che è anche occasione per aprire le porte del comune a tutti. Un regalo di Natale che con il Concorso pianistico e con una parte delle audizioni fatte qui aveva un sapore davvero suggestivo e che ci ha fatto scegliere questa sala per esporlo”.

“Sono molto contento – ha concluso Alberto Passino, consigliere delegato alla cultura – e voglio davvero ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a questo restauro, dalla dottoressa Isabella Vasile che ne ha fatto oggetto di una tesi come ricercatrice a Nizza e che oggi ci ha raccontato tutta la storia del ritrovamento, alla Sovrintendenza che è qui rappresentata dal Dottor Franco Boggero e al restauratore, il dott. Cesare Pagliero che così magistralmente ci ha esposto nelle slide tutte le fasi del lungo e complesso restauro, alla famiglia Costa”.

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