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Alassio, baleneari in assemblea per la Bolkestein: “Italia ferma, a rischio 30 mila imprese”.

Alassio. Sabato alle 10.30 la sala polivalente del Don Bosco di Alassio ospiterà un convegno dei balneari del ponente savonese (Albenga, Alassio, Laigueglia e Andora) per approfondire la situazione italiana relativa alla “Direttiva Servizi”, meglio conosciuta come Bolkestein.

Introdurrà il presidente dell’associazione bagni marini di Alassio Ernesto Schivo. Interverranno il presidente nazionale del sindacato balneari Riccardo Borgo e quello regionale Enrico Schiappapietra.

“L’argomento è attualissimo e molto delicato – spiegano gli organizzatori – e pone alcuni interrogativi importanti sui rapporti tra stati all’interno della comunità europea e soprattutto sulla volontà del Governo italiano di risolvere questo nodo che vede a rischio tutto il comparto balneare e tutto l’indotto allo stesso collegato, considerato che in altri settori, anch’essi interessati dalla direttiva servizi, come ad esempio il settore delle concessioni autostradali, la soluzione è stata trovata in tempi molto rapidi”.

Altri paesi pare siano più avanti dell’Italia: “Spagna, Portogallo, Francia, Croazia e altri hanno la medesima direttiva in vigore ma hanno trovato soluzioni che garantiscono i concessionari esistenti con tempi di concessione lunghissimi e senza che la Comunità Europea intervenisse a correggere tali soluzioni; solo in Italia sembra che non si possa decidere nulla di concreto e che venga sempre agitato lo spauracchio dell’approvazione di Bruxelles, il timore è che dietro a questa indecisione ci siano interessi inconfessabili che se assecondati porteranno alla morte di 30 mila imprese per lo più a conduzione familiare”.

Commenti

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  1. Scritto da charlie brown

    Non siamo ricchi come voi Pierre… Non abbiamo messo nessun lavoratore in nero durante la stagione, non abbiamo evaso nulla a fine anno, non abbiamo comprato appartamenti su appartamenti facendo pagare 50 euro al giorno due sdraio del 1970 e un ombrellone bucato. Seguite le regole di mercato, con canoni adeguati e non pagando 1500 euro a stagione; se vi aggiudicate l’asta buon per voi. Altrimenti ciao, il vostro tempo è finito

  2. .
    Scritto da .

    Per il beota che giudica quelli che non hanno le spiagge “senza palle”, ti ricordo che a breve quando ci saranno le aste le tue palle non basteranno, ma dovrai comprarti la spiaggia, oppure ti togli di mezzo e lasci spazio a gente che compra anche te. Anzi sei inutile.

  3. pierre
    Scritto da pierre

    Gli squallidi personaggi sono quelli che sperano nel male degli altri e che non hanno comunque le palle per rischiare del proprio.. vi aspetto alle aste ….ma sono certo che non troverò nessuno di voi!

  4. Scritto da schenun

    SalvaB esordì “fonte di reddito così elevata” ecco che torna l’invidia, che è la causa di tutto. Hai voglia di spiegare….

  5. Scritto da SalvaB

    Schenun, la specificità della quale ti riferisci che secondo te potrebbe essere motivo di esclusione riguarda nella direttiva i servizi postali, la distribuzione di energia elettrica, gas, acqua, le qualifiche professionali, i diritti d’autore, l’ ordine pubblico, salute e sicurezza. Cosa c’entrano gli stabilimenti balneari? Il fatto che siano una specificità tutta italiana lo devono esclusivamente alla protezione che questa casta si è creata negli anni per poter tutelare una fonte di reddito così elevata.
    La frase “spiagge libere non ce ne saranno mai” mi fa sorridere perchè penso a quante cose sono cambiate negli ultimi anni (anche in peggio certamente) delle quali si era detta la stessa frase!
    Meditate gente…meditate!