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Aggrediti per errore, accusati ingiustamente di rapina e arrestati: assolti dopo un “calvario” giudiziario di 2 anni

Albenga. Un equivoco, uno scambio di persona dovuto probabilmente al fatto di essersi trovato al volante dell’auto “sbagliata” al momento sbagliato. E’ bastato poco per coinvolgere un cittadino marocchino di 31 anni, Hassan El Hammaoui, ed un connazionale, Jamal El Korchi, 36 anni, in una sorta di “resa dei conti” per una rissa scoppiata in discoteca nella quale loro non erano nemmeno rimasti coinvolti. I due nordafricani non solo sono stati aggrediti da un gruppetto di italiani, ma, qualche ora dopo, sono anche stati arrestati con l’accusa di rapina.

La surreale vicenda arriva dal tribunale di Savona dove l’odissea giudiziaria dei due marocchini, grazie ad un test del DNA e ad un supplemento d’indagine, è finita con una sentenza di assoluzione dall’accusa di aver rapinato dell’auto un coetaneo albenganese.

A denunciarli era stato proprio il proprietario della vettura, uno dei giovani che li aveva picchiati poco prima, che si era presentato in caserma per verbalizzare di essere stato aggredito e rapinato. Trovandoseli davanti, forse temendo di passare dei guai, li aveva accusati di essere i responsabili del furto dell’auto (una Golf che effettivamente quella notte gli era stata sottratta). Nel giro di poche ore quindi El Hammaoui e El Korchi, che si erano presentati dai carabinieri proprio per denunciare a loro volta un’aggressione subita, si erano ritrovati in manette con l’accusa di rapina.

Per tre mesi sono rimasti in carcere per poi passare i successivi sette mesi ai domiciliari prima che il gip, praticamente ad un anno dall’arresto, il 20 gennaio 2014, accogliesse l’istanza di scarcerazione presentata dal legale di El Hammaoui, l’avvocato Andrea Cechini. Una richiesta accolta sulla base di nuovi elementi investigativi che nel frattempo erano emersi alla luce della querela presentata proprio dal cittadino marocchino.

L’uomo, dal carcere, aveva infatti deciso di raccontare la sua verità su quanto successo la notte precedente all’arresto. Una serata di divertimento che si era trasformata in un incubo: con l’auto di un’amico era andato in discoteca dove era poi scoppiata una rissa, che non l’aveva visto coinvolto, tra alcuni suoi connazionali ed un gruppetto di italiani. Poco dopo, insieme ad El Korchi, era tornato verso casa e a Leca, mentre erano fermi per comprare le sigarette, i due erano stati raggiunti da alcuni ragazzi e aggrediti. A quel punto, feriti, erano riusciti a scappare in auto e rivolgersi ai carabinieri per chiedere aiuto, salvo poi ritrovarsi in manette.

Grazie al suo racconto erano emerse una serie di contraddizioni (in particolare sugli orari e su alcune testimonianze) nella denuncia presentata dall’albenganese vittima della rapina, il quale aveva raccontato di essere stato aggredito all’improvviso da tre marocchini, tra cui appunto El Hammoui ed El Korchi, che dopo averlo speronato lo avevano colpito a colpi di chiave inglese e crik per poi rubargli l’auto.

Secondo quanto emerso dalle indagini però a rubare l’auto non erano stati i due arrestati, ma un loro connazionale che qualche ora prima fuori dal locale di Ceriale aveva avuto il diverbio con il gruppetto di albenganesi. E a fugare ogni dubbio ci ha pensato anche l’esame del DNA: i Ris di Parma non hanno infatti trovato tracce ematiche dei due sospettati (che viste le loro ferite avrebbero invece dovuto lasciarle) nella vettura “rapinata”. Infine alcuni dubbi sull’aggressione subita dal cittadino italiano erano emersi anche per le lesioni che gli erano state refertate in ospedale: una ferita alla testa giudicata guaribile in quattro giorni difficilmente compatibile con un colpo inferto da un attrezzo da meccanico (come aveva raccontato ai carabinieri).

Di qui la sentenza di assoluzione pronunciata in udienza preliminare che per i due cittadini stranieri ha rappresentato la fine di un incubo durato quasi due anni. Alla luce degli sviluppi dell’indagine, il trentenne italiano dovrà rispondere dell’accusa di calunnia verso la coppia di nordafricani.

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