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Tirreno Power, Rete Fermiamo il Carbone scrive a Renzi: “Rispetti magistratura, non imponga soluzione politica”

Vado Ligure. “Visto l’instaurarsi di una sorta di campagna che da alcuni mesi tenta di minimizzare la portata della gravissima situazione ambientale e sanitaria del territorio savonese collegata alla centrale a carbone di Vado Ligure, portando anche attacchi alla Magistratura proprio nel momento in cui stanno sviluppando delicatissime indagini, come cittadini ed associazioni riteniamo opportuno presentare una sintesi di alcuni aspetti del grave problema”. Con queste parole inizia la lettera che la Rete savonese “Fermiamo il Carbone” ha deciso di inviare al premier Matteo Renzi e al sottosegretario Graziano Del Rio, per porre alla sua attenzione gli ultimi avvenimenti riguardanti la centrale vadese.

La Rete inizialmente riassume la lunga storia di Tirreno Power: “La centrale termoelettrica di Vado Ligure-Quiliano funziona da oltre quarant’anni in un contesto densamente popolato, vicinissima a Savona, su un tratto di costa con insediamenti abitati ininterrotti. Peraltro località di grande rilevanza turistica come Varazze, Celle Ligure, Albisola, Spotorno, Noli, Varigotti si trovano in questo tratto di costa. Moltissimi cittadini (già nel 2007 sono state raccolte 10.000 firme) e molte associazioni a livello locale e nazionale nel corso degli anni hanno evidenziato i gravi problemi del territorio” spiega la Rete, elencando le principali accuse mosse alla centrale sul tema del rapporto tra inquinamento, ambiente e salute.

“Di fronte al sostanziale silenzio delle amministrazioni e soprattutto di fronte alla mancanza di provvedimenti, i cittadini e le associazioni nazionali e locali in questi anni si sono rivolti con esposti alla magistratura savonese – continua il racconto degli ambientalisti – La Procura della Repubblica ha disposto accurate indagini (in cui sono indagati dirigenti dell’azienda) e studi peritali approfonditi (gli unici mai fatti su questo territorio veramente completi e indipendenti); azione che ha portato al sequestro dei gruppi a carbone (esclusi quindi i gruppi a turbogas) da parte del GIP per disastro segnalando centinaia di morti e migliaia di ricoveri dovuti ‘esclusivamente al funzionamento della centrale'”.

Tra i punti su cui si sofferma la lunga lettera, questo quello chiave: “Sul tema della centrale di Vado Ligure non è in discussione la politica energetica nel nostro paese (questione di competenza della politica), ma i contenuti tecnici per il rilascio di un’AIA (di competenza tecnica), oltre che il presunto perseguimento di un reato (di competenza della giustizia)”.

A questo proposito, scrivono gli ambientalisti, “In vista del prossimo incontro a Palazzo Chigi di giovedì 11 dicembre, non dubitiamo che la Presidenza del Consiglio abbia l’intenzione di rispettare l’azione autonoma della magistratura, secondo il principio costituzionale della separazione dei poteri, e non sia invece sia tentata di imporre una soluzione politica che sconfini in un aggiramento dell’azione giudiziaria”.

Questo perché, ricorda la Rete, “Una centrale a carbone con gruppi altamente obsoleti, situata in un centro cittadino densamente abitato e in una situazione accertata di disastro ambientale, non può in alcun modo funzionare senza creare un danno sanitario e ambientale rilevante, indipendentemente che venga gestita da un soggetto privato attuale o futuro, oppure da un soggetto pubblico o da un commissario”. La parola, ora, al governo: giovedì si saprà qualcosa di più.

Commenti

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  1. Scritto da smile

    Invito i lavori della tirreno power a portare le proprie famiglie a mangiare a casa dei “fermiamo il carbone”