IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Verdi all’attacco sul raddoppio ferroviario: “Ritardo incredibile, il Regno d’Italia nel 1850 ci mise 12 anni…”

Savona. Nei giorni scorsi si è riunita, in Via Famagosta a Savona, l’assemblea provinciale dei Verdi. Al centro della discussione l’esito delle elezioni europee, valutato in senso positivo (i Verdi sono la quarta forza politica con 53 rappresentanti), ma anche la delicata situazione ambientale-occupazionale della Provincia di Savona, con gli spinosi casi Tirreno Power e Maersk.

L’argomento principale però è stato quello del raddoppio ferroviario Genova – Ventimiglia. “E’ un problema che si trascina da troppo tempo – spiega il portavoce Gabriello Castellazzi – Ricordiamo benissimo le dichiarazioni e gli impegni del Ministro Lupi e le giuste proteste del Sindaco di Andora per i ritardi nella riapertura dei cantieri. Per il raddoppio della tratta S.Lorenzo-Andora la ripresa dei lavori ha visto subito complicazioni:
gli operai della ditta Tecnis di Catania – incaricata di ultimare il viadotto sull’Impero e la costruzione della galleria Poggi – hanno incrociato le braccia per il mancato pagamento dello stipendio di aprile e per gli arretrati non ricevuti tra dicembre e gennaio”.

“Figuriamoci che cosa succederà con i programmi, ancora indefiniti, relativi al raddoppio della tratta Andora – Finale Ligure: 31 Km di cui 25 in galleria, con le nuove stazioni di Alassio, Albenga-Ceriale, Borghetto S.S.-Loano, Pietra L.-Borgio Verezzi: in concreto, lavori per 1.500 milioni di euro, capaci di rimettere in moto un settore importante della nostra economia. In un primo tempo si parlava di una fine lavori nel 2010, poi nel 2020. Adesso quando sarà la conclusione dei lavori?”, si chiedono i Verdi.

“Ci rendiamo conto di tutte le difficoltà di tipo ambientale che riguardano quest’ultima tratta, però non si può arrivare all’80% lasciando una strozzatura capace di vanificare l’intera opera di 147 Km – è l’accusa – I disagi che oggi devono sopportare i viaggiatori sulla linea Genova-Ventimiglia ci ricordano invece l’avvicinarsi del 142° anniversario della sua apertura, come linea internazionale, il 18 marzo 1872. I lavori per la linea costiera vennero infatti avviati da Cavour nel 1856, sotto il Regno di Sardegna, completati poi in soli 12 anni con il Regno d’Italia dopo aver superato difficoltà enormi, considerati i mezzi e le risorse dell’epoca”.

“E’ da troppo tempo che si attende questo raddoppio ormai essenziale – continua Castellazzi – inserito nel programma di sviluppo del trasporto ferroviario sui collegamenti tra sud-ovest e nord-est dell’Europa. Turismo, commercio internazionale ed economia locale sono condizionati dall’efficienza di questa linea. Verranno eliminati i pericolosissimi passaggi a livello e ridotti i tempi di percorrenza. Sul vecchio tracciato potrà essere realizzata una metropolitana leggera sopraelevata capace di soddisfare le comunicazioni tra i piccoli centri costieri, consentendo piste ciclabili e facili attraversamenti urbani”.

“Sarebbe necessaria un’inchiesta molto approfondita per far luce sulle responsabilità di questi incredibili ritardi pagati a caro prezzo da tutti noi, sia in termini di inquinamento, dovuto all’aumento esponenziale dei trasporti su gomma, sia per i pesanti disservizi che pesano su tutta l’attività turistica e sui cittadini residenti”, conclude il portavoce dei Verdi.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.