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Vada Sabatia, al via formazione per i 26 dipendenti senza qualifica: stop alla cassa integrazione foto

Vado L. Si va verso lo stop alle procedure per la cassa integrazione in deroga per tre mesi per i 26 dipendenti (su un totale di 150) senza qualifica della Rsa Vada Sabatia di Vado Ligure. La Regione Liguria si appresta a formalizzare una delibera, su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali Lorena Rambaudi, che prevede, l’avvio, da parte dei gestori degli istituti, di percorsi di riqualificazione del personale senza qualifica, con una esperienza lavorativa di almeno due anni nell’ambito socio-sanitario o sanitario, attraverso corsi con enti di formazione e Le Province.

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Il provvedimento della Regione Liguria, condiviso dalla Rambaudi con gli assessori alla Formazione e alla Sanità Pippo Rossetti e Claudio Montaldo, riguarda tutte le strutture del territorio e interessa da vicino il caso Vada Sabatia, che mostra una situazione complessa dopo l’inchiesta della magistratura “ma il tavolo coordinato dal prefetto di Savona permette di risolvere le diverse problematiche con responsabilità e impegno da parte di ogni soggetto” afferma l’assessore Rambaudi.

La Regione Liguria ha avviato da anni corsi di riqualificazione per operatori privi di qualifica o con formazione pregressa insufficiente,provvedimenti che hanno consentito la riqualificazione di centinaia di operatori in strutture pubbliche e private.

“Una proposta della Regione che riguarda tutte le strutture liguri e risolve un pezzo importante di un puzzle complicato” spiega la Rambaudi, che ha espresso soddisfazione anche per l’incontro con i rappresentanti dei comitati dei familiari, “il primo di un confronto al quale ho dato la massima disponibilità”.

Da ultimo la dgr 747/2011, tuttora in vigore, prevede la possibilità per gli enti gestori, come richiesto dalle stesse associazioni di categoria, di procedere direttamente, mediante accordi con gli enti formativi e le Province, alla riqualificazione del proprio personale con almeno due anni di esperienza mediante l’attivazione di corsi autofinanziati.

Nonostante le disposizioni regionali esiste però ancora una situazione ancora da risolvere per gli operatori senza titolo (OSS) per i quali è necessario provvedere alla loro regolarizzazione.

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