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Tpl, la Lega Nord di Savona contro l’Agenzia Regionale del Trasporto: “Prima garanzie sull’occupazione”

Savona. La Lega Nord di Savona contro l’Agenzia Regionale del Trasporto. A partire all’attacco è il capogruppo del Partito del Carroccio nel consiglio provinciale e sindaco di Zuccarello Stefano Mai: “È evidente che la non approvazione da parte del Consiglio Regionale, delle ‘Disposizioni urgenti di prima applicazione della legge regionale 7 novembre 2013, n. 33 (Riforma del sistema del trasporto pubblico regionale e locale)’ non sia causa di imprevisti tecnici, ma di un serio problema politico, probabilmente di spartizione di ‘careghe'”.

“La forzatura, da parte della Giunta Regionale, di velocizzare la costituzione dell’Agenzia Regionale del Trasporto Pubblico Locale desta in noi molti dubbi, ed è per questo motivo che non abbiamo approvato la pratica sottoposta al Consiglio Provinciale dello scorso 19 giugno. Pur condividendo le motivazioni del progetto di integrazione ferro-gomma, che dunque metterebbe a sistema treni ed autobus, e che quindi, se gestito bene, potrebbe sicuramente ridurre la spesa pubblica e migliorare il servizio, la preoccupazione è ancora molta” aggiunge mai che prosegue: “Ad oggi, non vengono garantiti il chilometraggio ed i tragitti attuali, con particolare riferimento all’entroterra e nessuno ci può assicurare che verranno mantenuti gli attuali livelli occupazionali. Di fatto, chi si aggiudicherà la gara d’appalto non avrà nessun obbligo nei confronti dell’azienda savonese Tpl e dei suoi lavoratori decidendo in piena autonomia a chi sub-appaltare il servizio di trasporto su gomma, che con tutta probabilità verrà assegnato fuori regione”.

“Tpl, nata dalla difficile fusione tra Acts e Sar, si basa molto, ancora oggi, sul sacrificio degli autisti, che quindi sarebbero automaticamente tagliati fuori. L’apprensione è notevole, anche in considerazione del fatto che dall’analisi dei dati delle 5 aziende di trasporto liguri, l’azienda genovese Amt, i cui lavoratori hanno più volte manifestato contro il comune di Genova arrivando addirittura occupare la sala consiliare, a fronte di un taglio di chilometri percorsi pari al 12% ha visto nelle proprie casse maggiori entrate provenienti da enti pubblici – Regione e Comune di Genova – pari ad un 14% e tale aumento rappresenta l’80% dell’aumento della spesa pubblica regionale. Si parla inoltre di costi standard, ma quali? L’Amt ha un costo medio chilometrico ben più alto rispetto a quello della Tpl. Crediamo che l’Agenzia potrebbe decidere di applicare una tariffa ricavata dalla media matematica di tutte le 5 aziende regionali. Questo andrebbe sicuramente a vantaggio di Genova e il savonese sarebbe di certo molto penalizzato, con inevitabili aumenti tariffari per gli utenti e maggior contribuzione da parte degli enti locali che in prevalenza saranno i comuni. Questo desta non poche preoccupazioni in noi e non vorremmo che la provincia di Savona dovesse quindi servire unicamente per ripianare le perdite di Amt” fa notare ancora l’esponente del Carroccio.

“In aggiunta, considerando che Regione, Provincia di Genova e Comune di Genova deterrebbero il 75% del capitale sociale, credo che avremmo veramente poca voce in capitolo e potremmo ritrovare ai vertici dell’Agenzia gli stessi che hanno già dimostrato cattiva gestione. Tengo a rimarcare che, pur essendo favorevoli alla logica della legge, è necessario verificare un piano aziendale con costi standard ricavati dalle aziende più virtuose, con la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali attuali, dei tragitti e dei servizi per l’entroterra e possibilmente una riduzione delle tariffe” conclude Stefano Mai.

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