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Tpl, il savonese insorge contro la Regione: “Situazione insostenibile, subito modifiche per garantire il servizio” foto

Provincia. Atmosfera calda a Palazzo Nervi per l’atteso vertice sul futuro del trasporto pubblico locale savonese, con il contratto di servizio di Tpl in scadenza al prossimo 30 giugno. Presenti al faccia a faccia con sindacati e una delegazione di lavoratori il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza, l’assessore provinciale Santiago Vacca, l’assessore comunale Luca Martino, il presidente di Tpl Linea Claudio Strinati, il presidente di Acts Ettore Molino, con l’incontro iniziato poco dopo le 11:00 aperto al pubblico e ai giornalisti.

tpl provincia

“Questione delicata e mi è parso opportuna la presenza della stampa – dice il presidente Vaccarezza, che spara a zero contro la Regione e la legge sul Tpl -. Potevamo fregarcene dell’esistenza della legge e fare come la Provincia di Imperia: la nostra colpa è stata fidarci di un interlocutore come la Regione”.

“Sapevamo che la scadenza del 30 giugno era azzardata. Quanto alle scadenze sull’applicazione della legge nell’ambito del percorso verso l’agenzia unica regionale la Regione ci ha liquidato dicendo ‘arrangiatevi, il problema è vostro…’. Comportamento inaccettabile alla luce della nostra disponibilità. Bastava tornare al precedente modello normativo assicurando una proroga per il savonese. D’altronde per Genova la scadenza è al 31 dicembre e per le nostre indispensabili richieste l’ente regionale ha sempre fatto muro”.

Tuttavia la possibilità di una proroga ulteriore non è permessa dalla legge comunitaria in quanto la scadenza per la fine del mese è già stata fissata.

“Ricordo all’assessore Vesco che la Provincia di Savona è stata l’unica ad arrivare con la delibera sul Tpl in Consiglio provinciale e chiediamo a Burlando una proroga dei contratti scaduti fino all’atto di costituzione dell’agenzia, dandoci il tempo adeguato per la gestione di una fase transitoria”.

“Il sottoscritto è pronto a firmare qualsiasi atto per salvare il servizio di trasporto savonese” aggiunge ancora Vaccarezza, che da domani assumerà i poteri di commissario dell’ente provinciale. “Me ne assumerò tutte le responsabilità: nessun lavoratore dovrà restare a casa così come sarà fondamentale garantire il servizio”.

“In questo scenario abbiamo due possibilità per prendere tempo: avviare la procedura di vendita delle quote e/o avviare la procedura in house, che limiterebbe però l’autonomia aziendale e gestione di Tpl: in teoria, due opzioni che non mi piacciano. Con le procedure di vendita ci sarebbe una possibilità di proroga per 5 anni, e poi si tratterebbe di attendere che accada qualcosa prima che la vendita prosegua” spiega ancora Vaccarezza.

E il presidente della Provincia evidenzia così la sua strategia: “Certo, tra le due quindi preferirei la vendita, sia per orgoglio che per rilanciare la palla alla Regione…Anche perché se un assessore sbaglia una volta è colpa sua, se persevera però è colpa del presidente…Alla fine, però, la scelta ricadrà sulla procedura in house, che comunque non si farà, coinvolgendo ancora la Regione che dovrà a sua volta intervenire sull’operazione” conclude Vaccarezza.

A tuonare contro la Regione nell’incontro in Provincia è anche il Comune savonese, che per bocca dell’assessore comunale Luca Martino parla di chiare responsabilità dell’ente regionale “nell’aver creato una situazione incredibile e paradossale che mette a rischio il servizio di trasporto pubblico nel savonese”.

“E’ necessario comunque abbassare i toni e tornare al dialogo, con l’obiettivo di trovare una giusta soluzione, e in tempi rapidi. Ad oggi non sappiamo se il servizio andrà avanti dalla settimana prossima, con pesantissime ripercussioni sull’utenza, senza contare la prospettiva insostenibile per i molti lavoratori che in questi anni hanno fatto sacrifici e sostenuto il nuovo corso dell’azienda di trasporto savonese” conclude Martino.

Commenti

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  1. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Basta soldi pubblici per questi carrozzoni senza fondo totalmente inefficienti e con previlegi incredibili. Soldi pubblici che vogliono dire meno sanità, meno scuole etc. Tutti a casa come con Tirreno Power e le altre aziende.