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Tirreno Power, rinviata la firma sulla cassa integrazione. Lavoratori in consiglio comunale a Savona foto

Savona. Dopo la notizia sul parere negativo espresso dalla Procura savonese sull’istanza di dissequestro ed in vista del vertice ministeriale del prossimo 1 luglio, l’incontro di oggi pomeriggio all’Unione Industriali tra azienda e sindacati si è concluso con un nulla di fatto.

protesta tirreno power

Rinviata la firma della cassa integrazione, alla luce sia dell’evoluzione giudiziaria, che sembra stoppare un riavvio degli impianti, quanto per definire prima a livello nazionale la vertenza, con prospettive produttive e numeri occupazionali che permettano di ragionare più compiutamente anche sulle misure di ammortizzatori sociali da mettere in campo per i lavoratori della centrale vadese e dell’indotto, con la chiusura del sito produttivo che continua a gravare su numerose aziende del comprensorio che ruotano attorno alle attività industriali di Tirreno Power.

Per questo, anche oggi, si è svolto un presidio di una cinquantina di lavoratori, che in attesa dell’incontro all’Unione Industriali, si sono prima radunati davanti alla sede dell’Unione e quindi si sono diretti in piazza Sisto IV, facendo “irruzione” nel consiglio comunale in corso in quel momento. Un consiglio, peraltro, particolarmente “caldo” proprio per via della questione Tirreno Power: al previsto ordine del giorno sul tema si è affiancato all’ultimo un secondo ordine del giorno, presentato dal consigliere di Udc-Api Giampiero Aschiero, in cui erano state modificate 14 parole. Attimi di tensione stemperati alla fine dal sindaco Federico Berruti, che in un discorso ha sottolineato i punti in comune tra le varie posizioni in campo (anche i lavoratori hanno preso la parola) insistendo sulla necessità di trovare una via che salvaguardi insieme salute, ambiente ed occupazione.

Negli stessi minuti, dalla sede degli Industriali, arrivava la fumata nera. “Situazione paradossale con l’istanza di dissequestro di fatto bloccata dal parere della Procura: per questo, oggi, non c’erano le condizioni per trattare sulla cassa integrazione ordinaria, in attesa dell’incontro inter-ministeriale che dovrà sciogliere tutti i nodi della vertenza” ha commentato il segretario regionale della Flaei-Cisl Enrico Denevi.

“La questione è che l’azienda ha sempre rispettato i limiti imposti e nell’ambito della questione giudiziaria aperta è stato presentato un progetto per forti miglioramenti ambientali. Ci aspettavamo il dissequestro e auspichiamo ancora che si possa trovare una soluzione” ha aggiunto l’esponente sindacale.

“Certo, la speranza di vedere riaperta la centrale è sempre minore, ma non bisogna dimenticare che l’azienda rimane in una situazione di grave incertezza finanziaria e se non si ripartirà a breve con la produzione dei gruppi a carbone (il solo gruppo a metano certo non basta), si arriverà ad una definitiva chiusura” cha concluso il segretario Cisl.

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