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Tirreno Power, i lavoratori scelgono la linea dura: “Da domani manifesteremo ovunque”

Vado Ligure. “Finchè la politica non ci darà delle risposte chiare noi proseguiremo con le manifestazioni”. Si respirano rabbia e frustrazione al termine dell’assemblea dei lavoratori di Tirreno Power dopo la revoca dell’Aia da parte del ministero.

La prima di queste manifestazioni si terrà domattina: dalle 10 i dipendenti della centrale saranno in presidio sotto la prefettura, e nell’occasione terranno un’assemblea aperta anche a tutti i lavoratori dell’indotto.

Una mossa decisa durante l’assemblea di oggi, durata più di due ore. “E’ stata come sempre un’assemblea molto partecipata – spiega Tino Amatiello, di Filctem Cgil – tutti i lavoratori sono molto arrabbiati per la posizione tenuta dall’azienda, che ha deciso di insistere sulla mobilità. Noi riteniamo che sia una forzatura”.

Domani presidio, dunque: e sarà solo il primo. “Da domani in poi programmeremo una serie di manifestazioni di presenza, da tutte le parti – promette Amatiello – a questo punto è la politica che deve muoversi per trovare le soluzioni”. Le richieste sono ovvie: concessione di una nuova Aia e dissequestro dei gruppi. Anche perché i lavoratori avvertono la situazione attuale come una vera e propria beffa: “E’ impensabile mettere a rischio 600 lavoratori quando è pronto e disponibile un investimento che, con l’utilizzo delle nuove tecnologie, garantisce il rispetto delle normative ambientali e di sicurezza”.

Commenti

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  1. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    600 lavoratori sacrificati nel nome dell’ipocrisia più pura. Ora tutti ambientalisti (che non si sentono più…strano…)