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Scontri tra gruppi di motociclisti: due bikers assolti dall’accusa di aver “rapinato” lo stemma dal gilet del “rivale” foto

Savona. Erano finiti a giudizio davanti al Collegio del tribunale di Savona con l’accusa di aver “rapinato” di un “patch”, ovvero uno stemma cucito sulla giacca, un motociclista di un gruppo rivale. Questa mattina due bikers, Pietro Messina, 38 anni, di origini palermitane e domicilio sarzanese, e Marco Parziale, genovese di 42, rispettivamente membri dei “Red Devils” e degli “Hells Angels”, sono stati però assolti da ogni accusa “perché il fatto non sussiste”.

L’episodio contestato ai due imputati risaliva al giugno del 2010 quando, secondo l’accusa, i gruppi di motociclisti rivali si erano affrontati durante un raduno ad Altare. In quell’occasione – questa almeno l’accusa che gli veniva contestata dalla Procura – Messina e Parziale, si sarebbero fatti consegnare dal leader dei “Dogi della Val Trebbia”, costretto a tagliarlo con un coltello, l’emblema del gruppo che aveva cucito sul gilet. Di qui l’accusa di rapina che, almeno in questa particolare situazione, non nasceva dal furto di soldi o altri oggetti di valore economico.

Un episodio che non era stato denunciato e che, di conseguenza, non era venuto alla luce subito. Soltanto alcuni mesi dopo, ovvero quando in piazza della Vittoria a Genova si erano registrati nuovi scontri tra gruppi di motociclisti rivali, la Procura di Genova aveva avviato un indagine su questi episodi. Proprio ascoltando le testimonianze di alcuni indagati era emerso che quanto successo a Genova era conseguenza dell’episodio di Altare. Gli atti erano stati quindi trasmessi alla Procura di Savona che aveva deciso di indagare Messina e Parziale che in seguito erano stati rinviati a giudizio. Oggi, dopo che nelle scorse udienze erano stati sentiti diversi testimoni che non avevano confermato la loro presenza in Valbormida, è arrivata per loro la sentenza di assoluzione.

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