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Sciopero benzinai, Marco Ferro (Faib Confesercenti): “Lo stato non ci tutela, situazione insostenibile”

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Savona. Per dire basta al continuo aumento dei prezzi, ai comportamenti anticoncorrenziali e alle discriminazioni commerciali che danneggiano consumatori e imprese di gestione, Faib Confesercenti insieme alle altre associazioni di settore ha proclamato cinque giorni di mobilitazione nazionale: dal 14 al 17 giugno saranno spente le macchinette self service mentre, mercoledì 18 giugno, sarà sciopero generale dei benzinai su tutta la rete, stradale e autostradale.

Marco Ferro, presidente di Faib Confesercenti Savona, spiega alcune delle principali ragioni alla base dello sciopero dei benzinai: “Lo stato ci tratta come esattori delle tasse, ma non fa nulla per garantire la nostra sicurezza. Pensiamo alla mancanza di ogni incentivo all’utilizzo della moneta elettronica, uno strumento per il quale noi gestori ci siamo sempre battuti perché, limitando la circolazione del contante, costituisce un deterrente alle rapine e alle aggressioni nei nostri confronti. Eppure, dopo che il governo Monti ha eliminato le commissioni sui pagamenti fino a 100 euro, le banche hanno subito trovato un altro modo di spuntare la loro cresta, aumentando i canoni di affitto del pos a livelli tali da costituire un problema per la maggior parte delle imprese”.

Poi c’è lo strapotere delle compagnie petrolifere, che si manifesta su vari fronti. “Pensiamo alla politica di prezzi adottata da Eni, che diversifica i listini in ogni pompa, anche nella stessa città, andando così ad interferire in maniera arbitraria sulla libera concorrenza. Lo scorso anno – ricorda il presidente provinciale di Faib – abbiamo fatto un sondaggio di tutti i distributori a marchio Eni nel raggio di 15 km da Savona, e non ce ne erano due con gli stessi prezzi. Di fronte a questo, noi gestori abbiamo le mani legate, perché abbiamo un vincolo di acquisto che ci obbliga a comprare il carburante dalla compagnia di bandiera, ed è la stessa compagnia a stabilire il costo alla pompa. Senza contare che, rispetto a quanto pagato dagli automobilisti per il rifornimento, ai benzinai va una parte minima, meno del 2%”.

Uno stato di cose insostenibile – sostengono – che sta avendo gravi ripercussioni sulla tenuta del settore: “Nell’ultimo anno, qui a Savona, sono già una decina gli impianti che hanno chiuso o cambiato gestione, e tantissime altre imprese in sofferenza hanno dovuto ridurre il personale, oppure lo faranno nei prossimi mesi. Ci stanno facendo scomparire”.

Queste, quindi, le iniziative annunciate dalle tre associazioni “con l’obiettivo di determinare le condizioni necessarie a reintegrare situazioni di mercato eque e non discriminatorie e, dunque, consentire l’immediato abbattimento dei prezzi dei carburanti su tutta la rete, anche attraverso il necessario rapido e serrato confronto nel settore e soprattutto con governo e parlamento”: dalle ore 7 del 14 giugno alle ore 19,30 del 17 giugno, chiusura alle vendite dei self service pre-pay negli orari di apertura degli impianti, con relativo oscuramento dei prezzi “scontati” ad essi collegati e dell’insegna della compagnia; dalle ore 19,30 del 17 giugno alle ore 7 del 19 giugno, sciopero generale nazionale degli impianti di rete ordinaria; dalle ore 22 del 17 giugno alle ore 22 del 18 giugno, sciopero generale nazionale delle aree di servizio autostradali.

E proprio il 18 giugno, a Roma, si terrà la manifestazione nazionale dei gestori di rete ordinaria ed autostradale. Dalle ore 24 del 21 giugno alle ore 24 del 28 giugno, inoltre, non sarà accettato alcun mezzo di pagamento elettronico (carte di credito e di debito, pagobancomat, carte petrolifere, ecc.) e saranno sospese tutte le campagne promozionali di marchio su tutta la rete ordinaria.

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