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Scarpino, arriva la proroga: niente rifiuti a Vado. Ma Vaccarezza attacca: “La Regione ci sfrutta, incapaci”

Vado L. Sei giorni al massimo, Vado Ligure può “respirare”, i rifiuti non arrivano. La Provincia di Genova, su richiesta della Regione, ha concesso una breve dilazione – da oggi alle 24 di martedì 10 giugno – al provvedimento di chiusura della discarica di Scarpino. La decisione è stata adottata questa mattina, quando i tecnici si sono riuniti con il commissario Piero Fossati per valutare la richiesta regionale, motivata dalla necessità di poter avere i tempi necessari per definire nuovi accordi con la Regione Piemonte che permettano di smaltire nei suoi siti i rifiuti dei Comuni del territorio provinciale, escluso il capoluogo, che conferivano alla discarica di Scarpino.

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Scarpino, intanto, sarà utilizzabile sino a martedì prossimo anche dal Comune di Genova.
“Abbiamo analizzato ogni possibilità per decidere con coscienza, coraggio e massimo senso di responsabilità – dice Piero Fossati – cercando, nel pieno rispetto delle normative, di agevolare il difficile impegno della Regione per trovare una soluzione alternativa al conferimento dei rifiuti dei Comuni del nostro territorio. Il provvedimento emanato questa mattina avrà comunque scadenza brevissima e la sua validità sarà condizionata da una serie di rigorose prescrizioni che Amiu dovrà fornire ogni giorno alla Provincia per meglio monitorare le condizioni della discarica”.

Intanto oggi a Scarpino inizieranno i primi rilievi anche gli esperti dell’istituto di ricerca per la protezione idrogeologica, centro di competenza della Protezione Civile Nazionale, che offriranno il loro supporto scientifico per valutare in collaborazione con i tecnici dei diversi enti le condizioni di stabilità della discarica.

Subito dopo la scadenza della deroga provinciale è già stato fissato, per mercoledì 11 giugno, un incontro fra tutti gli enti e i soggetti impegnati a trovare soluzioni per questa complessa e delicatissima situazione.

Contemporaneamente, arrivano le parole dure del presidente della Provincia Angelo Vaccarezza, che attacca direttamente la Regione, senza mezzi termini: “”Non siamo davanti a un’emergenza, siamo davanti a un deficit strutturale, a un’incapacità di programmare il futuro, non è stato fatto un piano di rifiuti che ci consentisse di affrontare quello che normalmente avviene: noi produciamo dei rifiuti che ogni giorno conferiamo nei cassonetti, qualcuno di questo se ne deve far carico. La Regione Liguria di questo non si è preoccupata”.

“Siamo l’unica Regione d’Italia – attacca ancora Vaccarezza – che non ha un Piano rifiuti e non abbiamo discariche sufficienti per accogliere tutti i nostri rifiuti. E quindi ci troviamo di fronte una Scarpino che non può più ricevere rifiuti, una Provincia di Genova che va in crisi e un Comune di Genova che fa lo stesso. E la Regione, probabilmente aveva già pensato a Vado Ligure. Certo, perché Vado è la pattumiera della Liguria, quando avanza qualcosa lo portiamo lì. Eh no, non è così”.

“Noi, comunità savonese, abbiamo intrapreso un percorso virtuoso per cercare di mettere insieme tutte le esigenze, con sacrifici cercando di attrarre investimenti. Un percorso che ci è costato molto, e che non può essere buttato via dall’incapacità di un vicino, anche se si chiama Genova ed è molto più grosso. Noi chiediamo rispetto, ci siamo dotati di un futuro di 10-15 anni di smaltimento del nostro rifiuto per poterci garantire l’arrivo a quel Piano rifiuti finale che forse ci metterà a livello di altre regioni più evolute della nostra. Siamo gli ultimi d’Italia”, riflette amaro il presidente della Provincia di Savona.

E ancora: “E la dice lunga il fatto che oggi la Regione sia in pianura padana, col cappello in mano, a cercare un inceneritore che accolga i rifiuti liguri. Non siamo stati capaci di programmare. Se fosse un’emergenza io avrei già fermato e se di emergenza si tratterà la Provincia di Savona farà la sua parte, ma non è questo il caso. Questa è incapacità di programmare il futuro, e Savona a questo dice ‘no'”.

“E’ ora di finirla di pensare che le province, ed in modo particolare la mia provincia, debbano essere continuamente depredate dalla sanità al trasporto pubblico, dalla portualità alla gestione del ciclo dei rifiuti. Noi oggi siamo saccheggiati da chi non ha saputo fare scelte virtuose ma soltanto viziose. È l’antica favola della cicala e della formica, non si può concepire che un giorno tutte e due conferiscano le stesse quote. Chi ha già dato e chi ha già risparmiato deve poter vedere riconosciuti i risultati, non deve essere trattato come una colonia, si tratta del rispetto dovuto ad una comunità come quella savonese”, conclude Angelo Vaccarezza.

Commenti

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  1. ahote hania
    Scritto da ahote hania

    Mi viene il vomito… il merlo che accusa il corvo…
    Chi vuole aderire ad un movimento secessionista di annessione Savona-Imperia a Cuneo?
    Tutti sono ammessi, escluso chi abbia un girovita superiore a 130 cm.