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Lega Pro, la “corda” rischia di spezzarsi: mercoledì l’incontro tra Dellepiane e allenatore. Gli scenari sul futuro biancoblù

Savona. Alzi la mano chi, senza pensarci nemmeno un secondo, saprebbe dire il nome dell’ultimo tecnico biancoblù che ha guidato da bordo campo il Savona prima dell’avvento di Ninni Corda.

I tifosi probabilmente non avranno problemi a fare il nome di Foschi che, nell’ultima stagione prima dell’era Corda, aveva sostituito l’esonerato Ruotolo. Ma magari nemmeno tutti.

Quella di Ninni Corda, infatti, è un’era geologica vista l’abitudine del calcio di cambiare allenatore quasi come un abito da sera per una bella signora. Ma non solo.

I risultati tecnici – una salvezza, una promozione e l’accesso ai play off – uniti alla capacità del tecnico di sopperire all’assenza di una società vera e propria ai tempi del fallimento o a quella di fare mercato “con i fichi secchi”, hanno reso Corda una vera e propria icona agli occhi dei supporter.

Tutto questo rischia di finire nelle prossime ore. Se da un lato il “presidentissimo” Dellepiane prende tempo e conta sia sul contratto che lega Corda ai biancoblù sia sull’attaccamento dello stesso allenatore ai colori biancoblù, dall’altro la voglia di Ninni Corda di programmare, di avere un budget per costruire la squadra del futuro cercando di migliorare quanto fatto finora.

Ad ora, gli scenari sono molteplici. Proviamo ad analizzarli tutti.

Il primo – quello che i tifosi si auspicano – sembra quello più improbabile. Ninni Corda resta, il cav. Dellepiane apre i cordoni della spesa e costruisce una squadra capace nella prossima stagione di far meglio di quella di quest’anno con il mirino rivolto deciso verso la B.

Difficile, improbabile. Visto il possibile roster di rivali tra le big retrocesse e le altre decise a riprovare la scala alla serie cadetta, infatti, bisognerebbe “spendere” per portare a Savona elementi di primissimo piano. Un progetto che il cav. Dellepiane ha sempre escluso.

Il secondo scenario è difficile ma possibile.

Ninni Corda ha le sue garanzie sul progetto triennale e resta. Si accontenta magari di costruire una formazione all’altezza della prossima Lega Pro con la conferma di molti dei suoi fedelissimi (Demartis, Gentile, Agazzi, Quintavalla e qualche giovane) che gli consenta di salvarsi senza fatica e che, nelle stagioni successive, permetta ai cuori biancoblù di puntare alla B.

Difficile anche questo visto che la crisi Carige – Carisa ha ridotto al massimo le entrate dalle sponsorizzazioni e Savona sembra lontana da Chiavari dove il presidente Gozzi è stato capace di raggranellare centinaia di migliaia di euro dai “piccoli” sponsor.

Il terzo scenario potrebbe essere quello più probabile.

Il presidente Dellepiane mette Corda di fronte al fatto compiuto: i progetti triennali sono da mandare in archivio. Ora bisogna aspettare e lottare in attesa di tempi migliori. Squadra ridimensionata con la partenza di tutti i big – oltre ad Aresti anche i vari Virdis, Quintavalla – e costruita con quello che “passa il convento”.

Ad ora, appare l’ipotesi più probabile ma quella che potrebbe essere accettata da Corda solo nel caso in cui non dovessero arrivargli offerte. La qual cosa, a sentire i rumors attuali, è fortemente improbabile.

E come potrebbe essere diversamente dopo i “miracoli” che Corda ha fatto in questi tre anni?

L’ultima, quella che potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore, vedrebbe l’addio di Ninni Corda.

Dopo 3 anni, il mister della salvezza e della promozione in Seconda Divisione e dei play off di quest’anno, potrebbe partire.

E sarebbe un problema incredibile non solo a bordo campo. Ninni Corda è un ottimo tecnico ma se il presidente decidesse di spendere, un allenatore forte e motivato potrebbe anche trovarlo.

Quello che non si trova con altrettanta facilità è l’organizzazione societaria. Non ce ne voglia Pruzzo ma, almeno finora, la società, la parte tecnica almeno, è Ninni Corda.

Una sua partenza metterebbe in forte difficoltà la società di Dellepiane. Chi farebbe il mercato? Chi manterrebbe i rapporti con le società?

Le opzioni potrebbero essere due. La prima porterebbe ad un nuovo direttore sportivo e un nuovo allenatore con la necessità di “spendere” per ricostruire la rosa – impensabile che i fedelissimi del vecchio corso rimangano anche con il nuovo.

E allora perché non spendere ora, affidandosi ad una “struttura” dimostratasi vincente?

L’altra, quella peggiore, porterebbe a ridimensionare totalmente le ambizioni affidandosi ad un tecnico giovane o ad un allenatore proveniente dalla serie D. Ma questa è una strada che i tifosi si augurano lontana.

Comunque vada, qualsiasi cosa succeda nelle prossime ore ci saranno elementi ulteriori. L’incontro tra allenatore e il presidente, salvo ulteriori rinvii, dovrebbe esserci nella giornata di mercoledì.

Commenti

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  1. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Diciamo che se finalmente tornassero da dove gli spetta i genoani ne sarebbero lieti. Una squadra da sempre sedere e camicia con la Doria e di cui a 2/3 dei savonesi importa davvero meno di nulla.