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Ritrovata a Savona grazie a “Chi l’ha visto?”: la 27enne torinese ha parlato con la famiglia, ma resta ricoverata al S.Paolo

Savona. Ha avuto contatti con la sua famiglia, ma per ora resta ricoverata al San Paolo di Savona. Elisa, la ventisettenne che era scomparsa da Torino il 25 maggio scorso ed è stata ritrovata mercoledì sera proprio nell’ospedale Valloria grazie a “Chi l’ha visto?”, non è ancora tornata a casa, ma fortunatamente la sua storia si è conclusa nel migliore dei modi.

La ragazza, sposata e mamma di un bimbo, si era allontanata da casa facendo perdere le proprie tracce, lasciando nell’angoscia il marito, i genitori e gli amici. L’ultima volta era stata vista sopra un treno per Milano e poi di lei non si era più saputo nulla. Elisa nel frattempo era arrivata a Savona dove, trovata in stato confusionale, era stata ricoverata in ospedale. La ventisettenne, senza documenti, aveva fornito false generalità e detto di essere originaria di Napoli. La svolta è arrivata grazie alla trasmissione di Rai 3 che, nella puntata di mercoledì, ha lanciato un appello per ritrovare Elisa, mostrando una fotografia. Vedendola in televisione un’operatrice socio sanitaria del nosocomio savonese l’ha riconosciuta e ha chiamato “Chi l’ha visto?”. Dopo la telefonata sono scattati gli accertamenti della Squadra Mobile di Savona che hanno confermato l’identità di Elisa.

Ieri la giovane ha quindi potuto parlare con la sua famiglia ma, viste le sue condizioni, i medici hanno preferito trattenerla in ospedale. La ventisettenne, che ha avuto delle sofferenze legate a disturbi di alimentazione, potrebbe aver bisogno di un ulteriore periodo di ricovero e per questo si sta valutando di trasferirla in una struttura più vicina a casa.

Intanto ieri alla trasmissione di Rai 3 è arrivato il rigraziamento ufficiale degli amici e parenti di Elisa: “Grazie a voi è stata ritrovata la nostra amica… Non ho parole adeguate per esprimere la mia gratitudine per la vostra competenza, serietà, professionalità… e soprattutto umanità, dono sempre più raro da trovare e riconoscere. A nome degli amici di lei, del marito e del figlio, che non può farlo di persona, ma vi è grato di poter sentire la voce e presto rivedere la sua mamma. Vi ringrazio infinitamente per averci fatto uscire da un incubo. Monica”.

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