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Regione, Torterolo sul caso Fruttital: “Trasferimento azienda colpo durissimo per i lavoratori”

Liguria. Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) ha presentato un’interrogazione (sottoscritta anche da Francesco Bruzzone e Edoardo Rixi) sulla Fruttital di Savona.

Il consigliere ha ricordato che in un incontro svoltosi presso l’Unione Industriali di Savona, nel giugno scorso, l’azienda Fruttital aveva comunicato alle organizzazioni sindacali il trasferimento dell’azienda, previsto entro il marzo del 2014, all’interno dell’interporto di Vado e che molte delle attività attualmente svolte dall’impresa saranno trasferite ad un soggetto terzo.

Secondo Torterolo questa scelta “per i lavoratori rappresenterebbe un colpo durissimo significando, di fatto, la prospettiva del licenziamento per 60 addetti, tanto più e, sempre secondo le organizzazioni sindacali, occorre vedere la possibilità di una ricollocazione del personale, o almeno una parte dei lavoratori, nel soggetto che andrà a svolgere le attività di magazzino e vedere come riassorbire gli altri lavoratori che resteranno a casa”.

Successivamente le organizzazioni sindacali avrebbero riferito che la famiglia Orsero parteciperà all’aumento di capitale di Alitalia mentre i lavoratori di Fruttital sono in cassa integrazione ed in trattativa per scongiurare 60 licenziamenti, quelli di Fresco sono reduci dalla cassa integrazione ed in Reefer, pur in presenza di un accordo di solidarietà, è annunciata la procedura di licenziamento collettivo per 70 persone.

“In un territorio già ampiamente martoriato dal punto di vista della diminuzione occupazionale, – ha aggiunto – è indispensabile concordare con l’azienda un piano di sviluppo industriale a lungo termine che superi le logiche legate agli ammortizzatori sociali e che punti sullo sviluppo di nuovi prodotti. Chiedo, quindi, alla giunta quali controlli e verifiche siano stati effettuati in merito a queste problematiche e quali iniziative abbia intrapreso, o intende intraprendere, per risolvere il problema”.
In aula Torterolo ha sottolineato che l’interrogazione è di diversi mesi fa e della vicenda si parla oramai da molto tempo. Ha quindi espresso l’auspicio che ci siano nuovi risvolti positivi.

Per la giunta ha risposto l’assessore alle politiche attive del lavoro, Giovanni Enrico Vesco: “Questa è una vicenda su cui abbiamo posto da subito grande attenzione, sia per l’impatto occupazionale che ha creato, sia per l’importanza che l’azienda e quel gruppo riveste per la Provincia di Savona. – ha detto – La Fruttital fa parte del gruppo Orsero ed è un’azienda attiva nel campo dell’importazione e della distribuzione dei prodotti ortofrutticoli, che attualmente versa in una grave crisi dal punto di vista sia del mercato sia finanziario. Si era aperto un grosso conflitto, anche con le organizzazioni sindacali, in quanto da subito l’azienda aveva manifestato la volontà di avviare una procedura di mobilità per un licenziamento collettivo che riguardasse i 60 esuberi. Siamo intervenuti pesantemente. Dopo la disponibilità manifestata di coprire la difficoltà che pensavamo potesse essere momentanea, mentre era proprio strutturale e legata a una crisi difficilmente recuperabile da parte di quel gruppo, anche per scelte gestionali che hanno penalizzato la Provincia di Savona, si è provveduto alla sottoscrizione di un accordo tra le parti che guardasse alla possibilità di beneficio della cassa integrazione straordinaria, procedura condivisa anche dal Ministero, per un periodo cha ha avuto inizio il 1° marzo 2013. È già stato rinnovato il secondo anno. Pertanto, fino al 28 febbraio 2015 vi è una copertura degli ammortizzatori sociali”.

Vesco ha continuato: “Successivamente si è verificato un ulteriore impatto sui lavoratori legato al persistere della crisi finanziaria. La procedura aperta nei confronti del Ministero riguardava un anticipo diretto da parte dell’azienda delle casse integrazioni. Questo percorso non è stato attuato da parte dell’azienda per una difficoltà economica nel sostenere questo anticipo. Vi è stato un ulteriore intervento da parte dei miei uffici che, assieme alla Confindustria locale e all’azienda, hanno modificato quell’accordo, ponendo in capo all’Inps l’erogazione diretta. Questo ha consentito, e consente tuttora, la possibilità di accedere al fondo che abbiamo istituito presso Fi.L.S.E., che rende possibile l’anticipo degli ammortizzatori sociali in attesa della definizione da parte del Ministero del decreto di concessione che, purtroppo, oggi ha raggiunto tempi non più sostenibili dai lavoratori e dalle proprie famiglie. Siamo sull’ordine dei 9-10 mesi per ottenere un decreto. Fino a quel momento, come è comprensibile, l’Inps non eroga le spettanze dovute. A seguito di questa vicenda, si è guardato prima alla tutela con l’ammortizzatore sociale e poi alla ricollocazione, quindi alla prospettiva di creare nuova occupazione per questi lavoratori e per queste lavoratrici”.

L’assessore ha concluso: “Abbiamo aperto un tavolo di confronto con la Provincia, il Comune di Albenga, le organizzazioni sindacali e Confindustria per capire la reale volontà dell’azienda di riutilizzare quel sito di grandi dimensioni, molto appetibile, ben infrastrutturato, vicino all’autostrada, su cui vi sono anche intenzioni di sviluppo commerciale, ma questa iniziativa è subordinata alla volontà del Comune. Il tavolo si è riunito un paio di volte, la prima volta con il sindaco e successivamente alla presenza del commissario del Comune di Albenga, il quale aveva qualche difficoltà nell’assumersi responsabilità. Aspettiamo di riavviare questo tavolo alla luce delle elezioni che hanno proclamato un nuovo sindaco. In quella occasione sarà possibile valutare nel dettaglio tutte le opportunità che possono essere trovate sul territorio, anche se non con grande facilità, affinché questi esuberi, ormai definitivamente strutturali, possano trovare soddisfazione occupazionale prima che termini il procedimento di cassa integrazione e l’eventuale concessione della mobilità al termine di questo anno”.

Torterolo ha espresso perplessità: “Sono molto preoccupato: Mi si dice che quest’area è appetibile: lo si è detto anche per le aree Ferrania nel 2006 che però sono ancora inutilizzate”.

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