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Regione, Rosso (Fi) sulle nomine nel Cda del “Berninzoni” di Spotorno: “Basta nominare gli amici degli amici”

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Liguria. Bocciata in Commissione nomine, riunita questo pomeriggio, la proposta di Matteo Rosso, Forza Italia, in merito alla congruità dei curricula relativamente agli incarichi che la Commissione stessa è chiamata ad affidare nei vari enti e società di cui la Regione ha quote o partecipa.

Lo fa sapere lo stesso esponente di Forza Italia che spiega: “Basta nominare gli amici degli amici. Di fronte all’ennesimo curriculum che non aveva niente a che fare con la nomina che stavamo per fare ho provato a individuare un criterio che potesse andare bene alla Commissione e potesse essere garanzia di competenza e trasparenza nei confronti dei cittadini rispetto agli incarichi che vengono affidati. Purtroppo nessuno mi ha seguito in questa battaglia e sono stato l’unico a votare la proposta di nominare solo persone che abbiano curriculum che hanno a che fare con le nomine che andiamo facendo”.

Il casus belli è la scelta di un rappresentante regionale in seno al Consiglio di Amministrazione dell’azienda pubblica di servizi alla persona “Opera Pia Siccardi Berninzoni” di Spotorno: “Il profilo – spiega Rosso – era di una persona competente rispetto alle funzioni del Consiglio di Amministrazione come stabilite dallo Statuto, cioè di un esperto amministrativo. Purtroppo il curriculum presentato non rispondeva a queste richieste e la mia posizione, come sempre accade in questi casi, è stata di contrarietà. Mi è stato riposto che questo era l’unico che non aveva rinunciato all’incarico, cosa alquanto strana a mio parere, e che, e voglio riportare le parole del consigliere regionale del Pd Ferrando ‘in passato abbiamo fatto nomine ben peggiori con requisiti meno attinenti ancora’”.

“Stiamo parlando di nomine ed incarichi pubblici che a mio parere dovrebbero seguire una logica di professionalità ed attinenza rispetto a quello che si va a fare. Bisogna smettere di ragionare secondo logiche da Manuale Cencelli o in base alle amicizie e conoscenze personali. Qui si tratta, in un momento in cui la politica è invisa alla gente, di dimostrare che si lavora nell’interesse della comunità che siamo chiamati a rappresentare”, conclude Matteo Rosso.

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