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Regione, minoranza all’attacco: “La legge paesistica danneggia l’edilizia”

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Regione. “La maggioranza sta cercando di varare una legge che discrimina in maniera pesante gli operatori privati dell’edilizia, cioè costruttori, immobiliaristi, titolari di agenzie immobiliari. L’intento di questa norma è quello di agevolare la sola Regione nella vendita del proprio patrimonio immobiliare, che in passato è stato trasferito ad Arte”. E’ la dura accusa lanciata da Raffaella Della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) Luigi Morgillo (Forza Italia), Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) Alessio Saso e Gino Garibaldi, (entrambi di Nuovo centrodestra) che osteggiano l’approvazione del ddl “Modifiche all’articolo 29 della legge regionale numero 37 (disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Liguria), nei giorni scorsi sottoposto ad una primo esame della commissione consiliare Bilancio.

Nel testo, licenziato dalla giunta e presentato ieri in commissione consiliare, si prevede che il rilascio di autorizzazione paesistica (sono vincolati gran parte dei territori liguri), che al momento richiede tempi lunghi ed un iter complesso, nel caso riguardi interventi su immobili “di proprietà della Regione, degli enti strumentali regionali e degli enti del settore regionale allargato e loro acquirenti è di competenza della Regione”.

Spiegano i consiglieri: “Si tratta di una semplificazione che esclude i privati, a tutto vantaggio della Regione Liguria. Questo non è ammissibile in un momento di grave crisi dell’edilizia e del mercato immobiliare quale è quello attuale”. Della Bianca, Morgillo, Pellerano, Saso e Garibaldi, accusano la giunta di voler “drogare il mercato”. Tanto più – sottolineano – che la semplificazione è estesa anche a favore degli acquirenti dei beni della Regione.

I cinque consiglieri d’opposizione hanno chiesto ed ottenuto che la commissione proceda all’audizione dei soggetti che, a loro avviso, verrebbero pesantemente penalizzati dalla legge. Giovedì prossimo saranno quindi ascoltati Ance, Assedil e i rappresentanti delle Agenzie Immobiliari.

Spiegano nel dettagli i consiglieri: “La giunta, in realtà, sta cercando di “drogare” le pratiche relative alla vendita degli immobili di proprietà regionale per un motivo chiaro: Arte ha sostenuto una spesa di circa 100 milioni di euro, acquistando in modo fittizio alcuni beni regionali in modo da coprire il buco della sanità,– dicono – ma siccome non è riuscita a vendere nulla di quel patrimonio ora rischia il fallimento. Basti pensare che ogni anno Arte paga onerosi di interessi passivi per far fronte al mutuo che ha acceso per l’acquisto dei sopracitati beni”.

Puntualizzano gli esponenti della minoranza: “In sintesi noi crediamo che la giunta con questa disposizione voglia tentare salvare Arte dal tracollo, incurante, però, del danno gravissimo che si fa al settore dell’edilizia e del mercato immobiliare, già pesantemente penalizzato”. I consiglieri di opposizione sottolineano, inoltre, che con questa legge “si fa del terrorismo nei confronti dei Comuni. Quando le pratiche, che necessitano di licenza edilizia, arrivano in conferenza dei servizi, i Comuni sono tenuti ad accelerare i tempi e a non dissentire: in caso contrario rischiano il commissariamento ad acta”.

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