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Regione, Melgrati e Rixi sulle “fughe sanitarie”: “Cairo e Albenga le più penalizzate dalla spending review”

Liguria. Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) e Marco Melgrati (Fi) hanno illustrato due interrogazioni sulle fughe sanitarie dalla Liguria. “Lo stesso assessore alla Salute Claudio Montaldo – ha detto Rixi – recentemente, ha dichiarato che, malgrado un leggero miglioramento, le cosiddette fughe sanitarie non sono in diminuzione e che a breve seguirà una stretta ai furbetti dei ricoveri”.

Secondo Rixi il diritto di farsi curare dove più aggrada è costituzionalmente garantito ed inalienabile e “un’eventuale costrizione ospedaliera” ricorderebbe più un Paese stalinista che uno Stato democratico”. Rixi ha aggiunto che la maggior parte delle fughe sanitarie sono dovute all’inefficienza della sanità regionale della Liguria, alle liste d’attesa e alla continua chiusura di ospedali e reparti. “Il tentativo di creare una sorta di ‘gabbia sanitaria’ effettuata da Regione Campania è stato cassato dal Tar in quanto incostituzionale e quindi sarà dichiarato tale anche in Liguria”. Rixi ha sostenuto che la Regione invece di attuare una sorta di ‘costrizione ospedaliera’ per i cittadini liguri dovrebbe migliorare i servizi erogati.

Secondo Marco Melgrati (Fi) “i 140 milioni di euro di costi che l’assessore regionale Claudio Montaldo ha ammesso di avere per le fughe sanitarie verso le altre regioni è colpa delle liste di attesa interminabili che caratterizzano i servizi delle Asl liguri. Queste liste d’attesa sono determinate dal fatto che ci sono reparti di eccellenza che sono sotto organico”. Fra gli esempi del capogruppo di Forza Italia ci sono l’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga e quello di Cairo Montenotte che a suo parere sono stati fortemente penalizzati dalla spending review.

Altro tasto dolente è la soppressione del reparto di oculistica di Albenga e del Santa Corona (una struttura complessa unica, anche se distinta su due plessi ospedalieri). “Questa soppressione – ha detto – crea un vulnus nella risposta sanitaria soprattutto nel ponente savonese, considerando anche che molti pazienti arrivano dalla vicina provincia di Imperia”. Melgrati ha quindi chiesto alla giunta di potenziare il reparto di chirurgia oculistica di Albenga e di metterlo in condizione di effettuare 800 operazioni in più all’anno, magari dedicando le sale operatorie, oggi disponibili, alle sole operazioni di cataratta, con l’ulteriore disponibilità di una sala operatoria a settimana per altre tipologie di operazioni, con minimi costi aggiuntivi. Il capogruppo ha domandato, infine, alla giunta quali siano le possibilità di avere, nel prossimo futuro, un reparto di cardiochirurgia all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. “Basterebbe un medico in più per evitare le fughe – ha concluso – per oculistica”.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: “Aspettiamo i dati sulla mobilità del 2013 alla di fine del mese di giugno ma già quelli del 2012 evidenziano una riduzione degli importi spesi per gli spostamenti dei pazienti fuori regione. Abbiamo recuperato il 6% degli importi spesi per le attività muscolo – scheletriche (quindi ortopedia) mentre sull’oncologia il recupero arriva a quasi il 12%. Per l’ortopedia a novembre 2011 è partita una collaborazione pubblico-privata su Albenga, prima garantendo servizi ai cittadini savonesi poi estendendo il servizio agli imperiesi e ora a tutti i liguri. Abbiamo così agito su uno dei motori fondamentali della mobilità passiva. Dobbiamo tenere contro che siamo di fronte ad un vero e proprio fenomeno commerciale che non riguarda solo la Liguria ma soprattutto il mezzogiorno d’Italia. Alcune regioni del nord come la Lombardia e in parte l’Emilia sono disseminate di studi oncologici e ortopedici che drenano pazienti dal resto del paese. La nostra strategia è quella di riportare a lavorare in Liguria professionalità che l’avevano abbandonata. Per la cardiologia abbiamo avuto una caduta al San Martino che da 1000 interventi era scesa a 900 e poi parecchio ancora. Ora la caduta si è arrestata con l’inserimento di un nuovo specialista”.

“Fortunatamente – continua Montaldo – abbiamo Villa Azzurra dove hanno acquistato una Tac e dove c’è un servizio anestesiologico H24. Le nostre strutture stanno dando risposte sulla cardiologica recuperando fughe. Dobbiamo, quindi, lavorare per rendere più efficiente il San Martino senza creare una nuova struttura che non avrebbe il numero di utenti sufficienti per reggere e rappresenterebbe quindi una dispersione di risorse. Tutte le aziende hanno dovuto provvedere a riorganizzazioni e hanno concentrato le loro attività: il cittadino ora fa qualche chilometro in più, ma non deve andare fuori Liguria. È la dispersione dei servizi che ci ha fatto pagare costi altissimi e ha impedito di investire sulla qualità del servizio. Oculistica era presente a Bolzaneto a Rivarolo a Pontedecimo. Oggi è stata concentrata e il reparto è una macchina straordinaria che attrae persone da fuori. Le nostre scelte, quindi, si stanno dimostrando corrette anche se ci hanno inimicato settori di territorio. Voglio anche ricordare che le retribuzioni che eroghiamo sono quelle contrattuali. Se è vero che possiamo ottenere dei benefici assumendo anche un solo medico oculistica nel savonese valuterò con l’aziende e con la Asl se fare questo inserimento. Oltre al problema fughe nella specialistica dobbiamo affrontare la drammatica situazione dei pronti soccorsi dea dove prioritariamente destiniamo le risorse. Le risorse umane sono indispensabili, ma la riorganizzazione nel tempo fornisce i migliori benefici”.

“L’assessore – ha replicato Edoardo Rixi – parte da una prospettiva opposta alla mia: dobbiamo mettere il paziente al centro della politica sanitaria non tutto il resto. Le fughe ci sono perché nelle altre regioni le liste d’attese sono inferiori e le fughe dalla Liguria probabilmente sono dovute ad una maggiore copertura oraria dei servizi che lavorano anche al pomeriggio. Forse nelle altre regioni anche i sindacati e i lavoratori sono più disponibili. Non è vero che nei pronto soccorso restano in attesa solo i codici bianchi. Nei punti di prima accoglienza mancano gli strumenti per lavorare abbiamo situazioni di stress del personale tali che possono anche provocare danni ai pazienti che si sottopongono alle loro cure”.

Marco Melgrati ha replicato: “Alcuni dati sono confortanti, ma gli elementi per lanciare un grido d’allarme sull’oculistica di Albenga restano. Il reparto, se potenziato, funzionerebbe meglio e basterebbe una unità in più per recuperare 800 operazioni l’anno”.

Commenti

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  1. marty74
    Scritto da marty74

    colpa del PD che ad albenga si sono votati, poveri noi