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Regione, Matteo Rossi lascia Sel: “Spinta innovativa esaurita. Ma mai nel Pd”

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Liguria. Rossi-Sel è rottura. E’ la spinta “propositiva e innovativa” di Sel a essersi esaurita, non Matteo Rossi. Unico consigliere di Sinistra e Libertà al momento dell’insediamento della giunta Burlando nel 2010, poi chiamato a prendere in mano l’assessorato allo Sport dal governatore stesso, dopo che le inchieste avevano travolto il predecessore Nicolò Scialfa, quattro anni più tardi Rossi lascia il partito di Nichi Vendola senza un’apparente destinazione, ma con un’unica certezza “io non entrerò nel Pd”. Quasi una risposta a chi, nel suo partito, solo qualche giorno fa aveva dichiarato: “se qualcuno vuol salire sul carro dei vincitori vada pure”.

matteo rossi - sel

L’ondata delle europee che ha portato il vento in poppa per i democratici, ma anche un insperato “successo” della Lista Tsipras, appesa al quorum, ha creato terremoti sotterranei nel centrosinistra ligure, alle prese con il verdetto del voto e con le prossime sfide locali.

“Abbiamo disperso la spinta di Sel, così come abbiamo smarrito diverse persone per strada – commenta oggi l’assessore Rossi – Questa è soltanto la fine di un percorso, iniziato con grandissimi auspici”. Poi l’esaurimento progressivo e, alle politiche dello scorso anno, l’occasione mancata. “Abbiamo perso un’opportunità per dare risposte importanti al paese – continua – eravamo nati con le fabbriche di Nichi Vendola, i comitati a sostegno di Doria a Genova, ma, invece di aprirci alla società, siamo diventati sempre più un partito chiuso, perso in dinamiche purtroppo di apparato, con un gruppo dirigente nazionale che non ha saputo dare risposte in un periodo di grandissima crisi”.

La colpa? “E’ di tutti – ammette Rossi – con soddisfazione alle europee abbiamo raggiunto il 4%, se però la sinistra si accontenta di questo, se ricominciamo a dare il cattivo esempio con le liti all’interno della lista, non è questo in cui speravo. Io, come tanti. Con grandissimo dispiacere credo che l’esperienza con Sel finisca qui”.

Nessuna anticipazione, però, sul futuro politico. “Cercherò di continuare il percorso istituzionale che ho iniziato, mi impegnerò per dare le risposte che il mondo dello sport, dal punto di vista sociale e impiantistico, si aspetta, così come a portare in Liguria i grandi eventi che rilancerebbero turisticamente il territorio. Poi vedremo”. Con una certezza, dice, ora: “io non entrerò nel Pd”.

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