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Regalano vasetto di funghi sott’olio, ma sono velenosi e gli amici finiscono all’ospedale: coppia a giudizio

Savona. Regalano un vasetto di funghetti sott’olio ad amici che li mangiano e poi si sentono male. Un episodio che rischia di costare caro ad una coppia albissolese, B.P. e L.T., che sono finiti a giudizio in tribunale con l’accusa di lesioni colpose e distribuzione di sostanze alimentari nocive. Gli accertamenti svolti sul vasetto di funghi avevano infatti accertato che, insieme ad altri commestibili, conteneva anche l'”entoloma sinuatum” o “lividum”, una specie altamente tossica che, se ingerita in grosse quantità può causare la morte.

Fortunatamente non è il caso della signora A.P., residente a Pontinvrea, che insieme alla figlia minorenne, il 25 agosto del 2010, dopo aver ricevuto il vasetto di funghi sott’olio in regalo dalla coppia di amici, li aveva mangiati. Le due donne poco dopo il pasto a base di funghi avevano inziato ad avere nausea e vomito tanto da scegliere di andare in ospedale. I medici, dopo averle sottoposte entrambe a lavanda gastrica, le avevano dimesse con una prognosi di 5 giorni per un’intossicazione da funghi tossici.

Su richiesta dell’Asl 2, come da prassi, gli avanzi dei funghi erano stati portati in ospedale per essere analizzati e gli esami di laboratorio avevano accertato appunto la presenza dell’entoloma. Probabilmente la specie velenosa era stata confusa con il “Clitocybe nebularis”, un fungo commestibile noto in dialetto con il nome di “peven”. A quel punto nei confronti della coppia, che era ovviamente inconsapevole di aver donato il cibo tossico, era scattata una querela per lesioni e distribuzione di alimento tossico, i reati per i quali oggi sono a giudizio.

Questa mattina in tribunale è stata celebrata un’udienza del processo che è stato però rinviato al prossimo ottobre: gli imputati hanno infatti manifestato la volontà di risarcire madre e figlia. A fronte dell’accordo sul risarcimento la querela per lesioni sarebbe rimessa e, di conseguenza, l’accusa stralciata. Nei confronti di B.P. e L.T., difesi dall’avvocato Bruno Fabio Celentano, resterebbe in piedi solo l’accusa relativa alla distribuzione di funghi nocivi.

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