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“Piaggio Aero non si tocca”: la protesta “appesa” a Palazzo Ducale. Attesa per l’incontro al Ministero

Finale L./Villanova. “La nostra battaglia continua, va avanti”. Lo striscione srotolato questo pomeriggio su Palazzo Ducale lo testimonia: dopo la protesta al Giro d’Italia, i lavoratori di Piaggio Aero Sestri Ponente portano ancora una volta le loro istanze nel centro di Genova. La protesta si riaccende, in attesa dell’incontro fissato per domani al Ministero dello Sviluppo Economico alle 16,30.

piaggio palazzo ducale

Lo fanno con l’enorme “Piaggio Aero non si tocca” che campeggia su piazza De Ferrari, mentre domani a Roma ancora una volta si proverà a far cambiare idea all’azienda, immobile sul piano di dismissione della produzione nello stabilimento genovese.

“Domani – spiega Vito Isgrò, Fiom rsu Piaggio Aero Sestri Ponente – onestamente non ci aspettiamo granché, ma questo non vuol dire che ci fermeremo. Andremo avanti per difendere la nostra fabbrica e questa città. Basta con questa storia: gli accordi di programma devono diventare esigibili, non è possibile che le aziende si prendano la parte migliore dell’accordo di programma, portino a termine la loro speculazione edilizia e poi se ne vadano”.

Dal Ducale si vede bene la sede della Regione Liguria e viceversa. “La Regione ha firmato un’accordo, doveva essere il garante. Se questi sono i garanti ho dei forti dubbi sul futuro del nostro Paese. Il lavoro va difeso con tutte le nostre forze e noi lo faremo”.

Commenti

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  1. Scritto da gorelliandrea

    questa è la voce di un sindacalista della FIOM-CGIL di Genova che giustamente rivendica il rispetto dell’ accordo di programma, ma dai rappresentanti della Fiom-Cgil di Savona non una parola su questa sciagurata vertenza, oppure bisbigliano a bassa voce…. eppure entrambi provengono da quel grande Sindacato che fu di Luciano Lama. faccio fatica a capire, ma perché il Sindacato tutto, fim-fiom-uilm, cigl-cisl-uil di Genova e Savona non esigono dall’ azienda il rispetto integrale dell’accordo di programma? i lavoratori tutti dovrebbero chiedersi quali sono gli interessi diversi che impediscono un ‘azione sindacale forte e congiunta .