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Piaggio Aero, Manganaro (Fiom): “L’azienda rispetti l’accordo”, ma a Finale è dietrofront sul blocco

Finale/Villanova. Caos sindacale alla Piaggio di Finale Ligure. Dopo i duri proclami di ieri con l’annuncio del blocco dell’operazione di trasferimento a Villanova d’Albenga, questa mattina è arrivato il dietrofront della Rsu e dei delegati. E mentre a Genova si è tenuta un’assemblea dei lavoratori dove le organizzazioni sindacali hanno riferito quanto accaduto nell’incontro di ieri in Confindustria a Genova, a Finale tutto tranquillo in attesa del nuovo faccia a faccia in programma domani, alle ore 10:00, all’Unione Industriali di Savona, quando al tavolo siederà anche l’azienda Laer.

“L’azienda ha provato a fare la furba anche su Genova, dapprima dicendo che i posti assicurati nello stabilimento di Sestri erano 180, mentre l’accordo ne prevede 250, ma su questo siamo riusciti a riportarli alla ragione” dice il sindacalista Piaggio della Fiom Bruno Manganaro.

Diversa la situazione di Finale: “L’azienda ha detto che oltre all’ingresso della Laer, saranno esternalizzati anche i servizi di portineria, gestione buste paga e assistenza informatica e questo nell’accordo non c’è scritto”. Non solo, e questo riguarda entrambi gli stabilimenti: “Hanno detto che non c’è un euro per l’integrazione al reddito durante la cassa integrazione e questo è inaccettabile”.

Che cosa sia accaduto in queste poche ore a Finale, al momento, non è dato saperlo. Sembra che l’azienda presenterà a breve la proposta di incentivo per la mobilità volontaria, anche per eventuale accompagnamento alla pensione, insomma qualche spiraglio rispetto alla chiusura di ieri, come il reddito garantito durante il trasloco ed i trasporti per i dipendenti a carico aziendale. Tra i punti in sospeso: i carichi di lavoro per il riavvio delle attività, l’utilizzo dei corsi di formazione e l’avvio di un contratto aziendale per condividere gli obiettivi di efficienza e risultato. Inoltre, i carichi di lavoro, la riorganizzazione delle attività dovranno essere puntuale argomento di discussione della ricollocazione, nel corso del piano industriale, dei lavoratori dichiarati in esubero.

La Fiom genovese questa mattina aveva fatto intendere che lo stabilimento di Sestri Ponente sarebbe stato al fianco di quello di Finale in un eventuale nuovo percorso di lotta: “Se è vero che Genova non deve dimostrare niente, è altrettanto vero che i genovesi non si chiamano fuori. Vediamo che cosa succede domani, sennò chiederemo a gran voce un nuovo incontro al ministero, coinvolgendo nuovamente anche la Regione per difendere quell’accordo che, se non è stato una vittoria, è stato un pareggio e che ora la Piaggio deve rispettare” aveva spiegato Bruno Manganaro, prima di sapere che Finale non aveva chiuso le portinerie agli addetti delle aziende impegnate nel trasferimento finalese, come previsto.

E questa mattina ai lavoratori aveva spiegato: “Anche i savonesi hanno finalmente capito che il trasferimento a Villanova non è un trasloco, ma una ristrutturazione e anche loro dovranno gestire delle eccedenze, seppur più pesanti per Genova”. Questioni ed eventuali polemiche sono rinviate a domani, giorno in cui si capirà se l’azienda è disponibile a ripartire dall’accordo del 4 giugno oppure no. E una cosa è certa, se ci sarà da lottare per difenderlo, i genovesi, come hanno già dimostrato, non si tireranno indietro. Cosa faranno i lavoratori di Finale e i loro delegati, al momento non è dato saperlo.

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