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Noli, prosegue la lotta alle antenne di telefonia mobile: protesta sotto il comune

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Noli. Si terrà domani, sabato 7 giugno, la manifestazione promossa dal “Comitato di Cittadini nolesi per la difesa della Salute e dell’Ambiente” e dai Membri Nolesi del Consiglio d’Istituto – Istituto Comprensivo di Spotorno contro l’installazione degli impianti di telefonia mobile in località San Michele e Zuglieno.

La manifestazione si terrà dalle 10.30 alle 12 in piazza Milite Ignoto, davanti al comune di Noli, con partenza dall’Oratorio di S.Anna e percorrenza di via Colombo: nel mirino i ripetitori per i cellulari, considerati troppo impattanti su scuole e abitato. Un dissenso già espresso di recente con la raccolta di 1140 firme per chiedere agli organi competenti l’approvazione di un Piano delle antenne con scelta di siti meno impattanti, e sollecitare i gestori a “desistere dai progetti in corso, per collaborare nella ricerca di postazioni che coniughino servizio e tutela contro potenziali rischi sanitari, minimizzando l’esposizione, come prevedono le leggi vigenti”.

Un’azione, quella del Comitato Nolese Ambiente e Salute, appoggiata anche dai Verdi Savonesi. “Diciamo ‘sì’ alle nuove tecnologie di comunicazione, ma nel rispetto intelligente del principio di precauzione”, afferma il portavoce Gabriello Castellazzi, che poi ripercorre le tappe della vicenda: “Nel 2008 per far desistere Tim, che aveva vinto il ricorso al TAR contro la revoca della licenza da parte del Comune di Noli di installare un ripetitore a Zuglieno vicino al castello e alle abitazioni, viene proposto in alternativa il sito di S.Michele – analogo per altezza e distanza dalle Scuole e dall’abitato – con impatto su entrambi, e vincoli vari. Comitato e popolazione hanno contrastato entrambi con raccolta firme e avevano ottenuto l’impegno del Comune a non considerare più questi 2 siti, oltre al non inserimento nel Piano degli impianti né dell’uno, né dell’altro”.

“Inspiegabilmente, all’insaputa del Comitato – continua Castellazzi – le trattative per il S.Michele sono andate avanti e nel 2012 il Comune affidava all’Università di Genova uno Studio proprio sul S.Michele, con risultato scontato in quanto si trattava di uno studio tecnico atto a verificare il rispetto dei limiti di legge. Anche tale Studio viene deciso senza consultare nè informare il Comitato. Nel frattempo, il Piano, mandato alla Regione (che aveva chiesto di sostituire due siti perché inseriti all’interno di Siti di Interesse Comunitario), si fermava in un cassetto e non veniva ripreso, per le doverose modifiche, che a dicembre 2013”.

“Durante tutto questo tempo proseguivano da parte dei Gestori trattative e procedure per il tanto contestato sito di S.Michele – prosegue il racconto – Per questo venne fatta una seconda raccolta firme nel 2012. Si arrivava, nel febbraio 2012, alla “Conferenza dei Servizi in sede referente” con integrazioni e relativi pareri favorevoli da parte di tutti, escluso quello della Soprintendenza. Da notare che l’Università aveva fatto una verifica dei valori di campo simulati riferendosi allo Studio di fattibilità presentato nel 2011 dalla Wind, mentre nel 2013 è stato presentato un progetto che prevede non più 3 sistemi GSM 900, GSM 1800 e UMTS, bensì, oltre a questi, l’LTE (trasmissione dati veloce per internet) che andrebbe separato dai sistemi precedenti per evitare troppa concentrazione, quindi non c’è stata una valutazione degli effettivi valori di campo previsti”.

“Tutto ciò è grave perché si sono spesi danari pubblici per una verifica inutile – tuona il Comitato – Grave perché un impianto di questo tipo va ad impattare su di una fascia di popolazione scolastica che va dall’Asilo nido alla V elementare. Grave perché quel sito è previsto come polo multigestore. Perché inoltre non si è tenuto conto della volontà popolare e perché il Comune non ha rispettato i suoi impegni.
Per di più, il citato sito, coprendo solo una porzione di territorio, apre ad altri siti: infatti ne sono stati chiesti altri 2, di cui uno è a Zuglieno in mezzo alle case (Vodafone, già presente a Noli) e una installazione di microcella a due passi dalle Scuole”.

“Insomma, anziché minimizzare l’esposizione, come dice la legge, abbiamo ragione di temere per le Scuole che stanno in mezzo. Tra S.Michele e Zuglieno si prospetta una situazione insostenibile, perché non si conosce la soglia minima sotto la quale si possano escludere effetti biologici a lungo termine per esposizioni prolungate, anche di bassa intensità, inferiore alla soglia tecnica. Noli corre il rischio, proprio per la sua particolare morfologia, di avere una cappa elettromagnetica, con fenomeni di rimbalzo amplificatori delle onde”.

Il 5 maggio scorso sono state consegnate al sindaco e ai gestori 1.140 firme: “E’ la terza raccolta per dire ancora una volta ‘no’ a S.Michele e ‘no’ a Zuglieno, ‘sì’ a un sito in alto, per la visibilità totale, in zona boscosa, lontano da scuole e case”.

Commenti

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  1. FOLGORE
    Scritto da FOLGORE

    @Optimist, punto primo ti sembra male, vedi il commento di gerardo83, punto secondo ogni volta che c’è una protesta per qualsiasi cosa, si mettono subito in mezzo bambini e scuole, strano eh? Magari nelle case a fianco di una nuova eventuale postazione ci sono bambini che stanno esposti h24 e non 5h al mattino ma lì non frega nulla a nessuno.
    Provate invece a trovarvi su di una fascia, o sulla strada sterrata che costeggia il vescovado, a sentirvi male e ad avere il cell che non prende! Beh sareste esattamente tra chiesa e cimitero ahahahah

  2. Scritto da gerardo83

    NON VOGLIAMO ANTENNE A NOLI……SOPRATTUTTO A S.MICHELE——RIVIVI NOLI!!!!!

  3. Scritto da optimist

    mi sembra che a Noli vogliano solo le antenne lontano dagli edifici scolastici..
    Si vede che voi(Tella e protesta ligure) non avete bambini a scuola.

  4. Scritto da protestaligure

    Toglietele e Noli stia senza copertura . Dopo per riaverle fateli pagare .Per ogni cosa bisogna protestare

  5. Scritto da Franco Tella

    Spegnere subito tutte le antenne sul territorio nazionale.
    Aspettare…….nemmeno troppo e vedere i risultati.
    Associazioni ambientaliste spazzate vie come le foglie secche.
    Dimenticavo Vietare l’uso dell’auto e qualsiasi mezzo a cumbustione.
    Ovviamente caldaie spente in inverno.