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Liguria, salta il Consiglio regionale per assenza della maggioranza. Forza Italia: “Emblema del fallimento di Burlando”

Liguria. Salta per non raggiungimento del numero legale la seduta del Consiglio regionale di questa mattina, seduta sospesa già all’inizio – per 15 minuti – a causa della mancata presenza della maggioranza e delle assenze nei banchi del centro sinistra e del non voto da parte di tutta l’opposizione.

La seduta, tutta incentrata sulla discussione relativa al disegno di legge 339, provvedimento che di fatto agevola le procedure burocratiche a valere sui beni di proprietà di Arte, il famoso disegno di legge “Salva Arte”, non è stato votato dopo una lunga discussione durata tutta la mattina. Lo fanno sapere i consiglieri regionali di Forza Italia Luigi Morgillo, Marco Melgrati, Roberto Bagnasco e Marco Scajola che spiegano: “Fin dal principio su questo provvedimento abbiamo espresso le nostre forti perplessità perché di fatto con questo disegno di legge si penalizza il privato. La proposta è che venga modificata la proposta di legge e si renda possibile per tutti i liguri che lo volessero poter beneficiare di questi sgravi burocratici”.

Continuano gli esponenti di Forza Italia: “L’appello lanciato da Ance Liguria è corretto anche per quanto concerne l’obbligo di destinare il 10% di operazioni immobiliari a edilizia residenziale pubblica. Questo obbligo oggi non vale per i beni di proprietà di enti pubblici mentre i privati sono costretti a rispettare questa norma regionale, che noi abbiamo sempre definito legge capestro e che non ha fatto altro che aggravare la condizione del settore edilizio. Chiediamo quindi, anche alla luce delle crisi del mercato immobiliare e del settore edile, che vengano resi appetibili i beni di tutti anche quelli non di proprietà del pubblico e che per tutti vengano attivati provvedimenti che sostengano il settore nella sua globalità senza inserire normative che invece ‘sfalsano’ il mercato ed il principio di libera concorrenza”.

“Il problema vero è che oggi si sta cercando di correre ai ripari rispetto ad un grave errore commesso dalla Giunta Burlando in questi anni, la vendita fittizia ad Arte dei beni immobili delle aziende sanitarie liguri oggetto della cartolarizzazione per coprire il buco del bilancio della sanità, buco sempre negato durante la campagna elettorale del 2010 da Burlando. Purtroppo con questa operazione, portata avanti con la Finanziaria regionale del 2011, non si è fatto altro che spostare il debito da una parte all’altra, da un Ente Pubblico ad un altro, con l’aggravante che indebitando Arte si è penalizzato una società pubblica che ha come scopo primario realizzare alloggi popolari e dare quindi risposte urgenti all’emergenza abitativa dei liguri e si è aumentato il debito”.

“La seduta di questa mattina di fatto ha certificato il fallimento dell’amministrazione Burlando sotto due aspetti: la figuraccia della maggioranza, che ha dimostrato tutta la sua fragilità, con il voto svolto nella tarda mattina dove non si è raggiunto il quorum previsto vanificando di fatto tutto il lavoro svolto in Aula e la proposta di una ‘legge tapullo’ per rimediare ai gravissimi errori di gestione finanziaria di questi anni messi in atto da Burlando e da tutto il centro sinistra”, concludono Melgrati, Morgillo, Bagnasco e Scajola.

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