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In Liguria è boom di imprese di informatica e comunicazione: +17,3% in 5 anni, 41 sono a Savona

Liguria. In Liguria cresce il numero degli artigiani che fanno della cultura digitale il proprio mestiere: secondo l’ufficio studi di Confartigianato su dati Unioncamere-Infocamere, sono 278 le imprese liguri attive nell’ambito dei servizi di informazione e comunicazione (il 2,8% del settore in Italia).

Una crescita del 17,3% nel quinquennio che va dal primo trimestre 2009 al primo trimestre 2014 (+3,2% di crescita media annuale). Di queste, 111 lavorano nella produzione di software e consulenza informatica, mentre 167 svolgono altre attività informatiche o di servizi di informazione. La maggioranza di imprese che producono software e fanno consulenza informatica si trova a Savona, che conta 41 realtà, seguita da Imperia (30), Genova (26) e La Spezia (14). Per quello che riguarda invece il comparto di informazione e altre attività informatiche, il territorio più dinamico è il genovese, con 77 realtà, seguito da Imperia (41), La Spezia (29) e Savona (20).

In Italia, dove le realtà del settore sono passate da 7.945 a 9.812 in cinque anni (+23,5%), il tasso medio annuale di crescita è del 4,3%, tre volte maggiore rispetto all’1,4% delle imprese non artigiane. La regione più dinamica è la Lombardia, con 1.703 imprese attive (+51,4%), seguita dell’Emilia-Romagna (1.270 imprese, in crescita del 29,3%), dal Veneto, con 902 imprese (+39,8%) e dal Piemonte (780 imprese, +29,4%). Fanalini di coda Sardegna, in calo del 14,6% (505 imprese) e Calabria (278 realtà attive, diminuite del 9,7%).

Approfondire la cultura digitale significa anche saper innovare: in Liguria sono il 31,2% le microimprese che innovano, sono connesse a Internet e utilizzano l’e-commerce. Il dato, quasi in linea con la media nazionale del 32,3%, pone la nostra regione al nono posto in Italia: la quota più elevata di microimprese che innovano si trova nella Provincia autonoma di Trento (40,7%), seguita da Veneto (37,8%) e Piemonte (36,2%). Ultimi posti per Valle d’Aosta (21,9%) e Molise (24,35).

“Una delle variabili che danno impulso alla produttività e aiutano a reagire alla crisi – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – consiste proprio nella capacità innovativa delle imprese. Se da un lato sono ben noti i vantaggi per l’innovazione derivanti dalle grandi economie di scala, dall’altro i dati ci confermano che anche le imprese con un massimo di nove addetti sanno innovare e lo fanno con un’intensità non così diversa da imprese più grandi. In particolare, la forma di innovazione prevalente è quella organizzativa: il 16,7% delle microimprese ha investito in nuove pratiche di gestione aziendali, nuovi metodi di organizzazione del lavoro o in nuove strategie relazionali con l’esterno. A seguire, ci sono le innovazioni di prodotto e quelle riguardanti le strategie di marketing, nel 15% dei casi ciascuna, e infine le innovazioni di processo, per l’11,4% delle microimprese”.

Il 74,2% di microimprese liguri dispone di un collegamento Internet, mentre ben il 28,8% è attiva nell’e-commerce, praticato, in media in Italia, nel 25% dei casi. La quota maggiore di micro realtà che effettuano acquisto e vendita di prodotti attraverso il web è in Valle d’Aosta (40%), seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (37,9%), dal Piemonte (29,4%), dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Lombardia (entrambe 29,2%). L’opportunità di vendere on line è sfruttata solo dal 5,1% delle microimprese, mentre il 23,4% preferisce sfruttare il web per gli acquisti.

Proseguendo nell’analisi, si osserva che il 33% delle microimprese dispone di un sito o di pagine Internet. L’11,6% è presente sul web utilizzando almeno un social media tra blog, social network nel 9,5% dei casi) e wiki. Il 34,2% usa i social media per migliorare la propria immagine aziendale, utilizzandoli come leva per il marketing, mentre per il 29,5% delle microimprese sono utili per collaborare con altre imprese e organizzazioni e nel 15,9% dei casi per interagire con la clientela.

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