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Legge vendita immobili, sospeso il voto: “vivaci” polemiche in Regione

Liguria. “Polemica inutile, priva di fondamento, in fatto e in diritto”. Così l’assessore all’Urbanistica, Gabriele Cascino ha rispedito al mittente le accuse piovute oggi in aula sul disegno di legge 339 “Procedimento per il rilascio dei titoli abilitativi per interventi su immobili oggetto di programmi di alienazione e di valorizzazione”, la cui votazione è stata sospesa per mancanza del numero legale e conseguenti vivaci polemiche della minoranza che ha ribattezzato il decreto “Salva Arte”.

Genova - Regione Liguria

“Stiamo parlando di immobili esistenti a cui è già stata cambiata la destinazione d’uso, con il concorso dei Comuni – ha spiegato Cascino – L’unica differenza che introduciamo, dato che gli immobili sono su più Comuni che hanno comunque dato il loro consenso urbanistico e paesaggistico, è la possibilità che ci sia un’unica conferenza di servizi. Ho sentito dichiarazioni imbarazzanti sul debito della sanità – ha continuato l’assessore puntando il dito contro i banchi della minoranza che a sua volta aveva accusato la giunta Burlando di ‘vendita fittizia ad Arte dei beni immobili delle aziende sanitarie liguri per coprire il buco del bilancio della sanità’ – ma la Liguria non è in piano di rientro, come invece ci portò la giunta Biasotti nel 2000- 2005. Abbiamo fatto questa operazione per non fare pagare ai liguri l’Irpef regionale – ha sottolineato poi Cascino – Il privato oggi può chiedere la conferenza dei servizi e chiedere alla Regione di convocarla, e anche la nomina di un commissario se ogni singolo comune non agisce. Unica differenza è che così prevediamo una conferenza dei servizi riguardante più immobili e più comuni coinvolti”.

“Prima hanno fatto dei danni giustificando l’operazione per non aumentare le tasse – ha commentato Luigi Morgillo, Forza Italia – poi oltre alle tasse sono aumentati anche gli interessi che deve pagare Arte, in tutto 300 mila euro al mese. E ora, in più fanno una norma dove mettono su due piani diversi gli immobili privati, soggetti al 100% di burocrazia, rispetto a quelli pubblici”. Chi deve comprare, secondo i consiglieri di Forzisti, a parità di condizioni, “acquisterà dunque l’immobile pubblico e questo crea una disparità che sarà impugnata dall’Authority per la concorrenza – ha concluso Morgillo – come già fatto con altre leggi della Regione. Del resto l’hanno già impugnata le associazioni di categoria, vedi l’Ance che ha rilevato una disparità di trattamento”.

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