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La “croce” degli artigiani savonesi? Il credito: nel 2013 prestiti calati del 6,2%

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Liguria. L’accesso al credito è ancora un tasto dolente per le micro e piccole imprese liguri. A confermare le difficoltà incontrate dalle realtà artigiane a ottenere prestiti è l’Ufficio studi di Confartigianato sulla base di dati Banca d’Italia e Artigiancassa, che ci dicono che in Liguria, nell’ultimo anno, lo stock erogato alle imprese del comparto, pari a 1,15 miliardi di euro, è diminuito del 6,2%.

Un calo superiore a quello registrato sul totale concesso alle imprese della regione (-4,7%): “Si tratta di 76 milioni di euro in meno rispetto a quelli concessi nel 2012 – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – una cifra significativa, considerando che il settore artigiano è costituito da micro e piccole imprese. Nonostante le nostre ripetute richieste, le difficoltà di accesso al credito per le piccole realtà imprenditoriali sono uno scoglio ancora da superare: lo stock erogato all’artigianato ligure nel 2013 è stato di 1,15 miliardi, cifra che corrisponde al 2,4% del totale concesso al settore artigiano in Italia e al 5,7% dei circa 20 miliardi di euro concessi all’insieme del sistema produttivo ligure. Per questi motivi sono apprezzabili i recenti interventi della BCE, che auspichiamo possano produrre rapidamente effetti positivi sulle nostre imprese che sono in forte sofferenza”.

Se consideriamo anche che i prestiti meno consistenti sono i più costosi, proprio le piccole realtà italiane sono quelle maggiormente penalizzate: fino a 1 milione di euro il tasso di interesse medio italiano è del 4,21%, superiore di 45 punti base a quello medio dell’Eurozona (3,76%). Ma i prestiti inferiori a 250 mila euro sono erogati a un tasso medio del 4,75% (29 punti base in più rispetto a quello dell’Eurozona, pari a 4,46%).

Osservando le macroregioni italiane, il Centro-Nord assorbe l’83,5% dei prestiti all’artigianato (il 32,7% è concentrato nel Nord-Ovest, il 31,1% nel Nord-Est e il 19,8% nel Centro), mentre al Mezzogiorno va il restante 16,5%. Nell’ultimo anno il calo degli impieghi all’artigianato è stato meno intenso nel Sud, dove si registra un -5,2%, seguito dalle isole a -5,6% e dal Centro a -5,7%. Dati peggiori al Nord: Ovest a -7%, mentre le regioni dell’Est segnano un -7,8%. Lo stock di prestiti è in discesa in tutte le regioni italiane: le flessioni meno accentuate si trovano in Campania, con -3,4%, Valle d’Aosta con -4,3% e Lazio con -4,4%. Le riduzioni più marcate sono quelle di Veneto con -9%, Friuli-Venezia Giulia con -7,9% ed Emilia-Romagna con -7,7%.

In Liguria il calo più deciso si registra nell’imperiese, con un -7,7% rispetto a dicembre 2012 e uno stock di 164 milioni di euro: nella classifica provinciale (che vede ai primi posti Livorno e Catania, con “leggeri” cali dell’1,7% e dell’1,8%), Imperia è alla 79esima posizione. Quasi simile la diminuzione degli impieghi nell’estremo Levante: lo spezzino perde il 7,2% (72esimo posto) e i finanziamenti ricevuti in un anno dalle imprese artigiane scendono a 141 milioni. Calo del 6,2% a Savona, in linea con la media regionale, con 307 milioni di euro di prestiti in un anno e 52esimo posto in classifica provinciale, e infine Genova: con 543 milioni di euro di crediti, in diminuzione del 5,4%, si posiziona 32esima tra le 110 province italiane.

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