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Il seminario “Agricoltura sociale”: “Necessità di un protocollo d’intesa fra cooperative ed enti pubblici”

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Savona. Sottoscrivere un protocollo di intesa tra enti cooperativi e amministrazioni pubbliche per avviare un progetto concreto sul tema agricoltura sociale. Nonostante la vastità della materia trattata, si potrebbe riassumere con questa richiesta il seminario “Agricoltura sociale” che si è tenuto oggi, 11 giugno, ad Imperia organizzato da Confcooperative Imperia-Savona e Confcooperative Piemonte e Cuneo.

Necessità supportata da una politica al momento distante da quella che sembra essere a tutti gli effetti un’opportunità concreta per il territorio, per l’occupazione, per l’inclusione sociale e per rinnovare il sistema Welfare.

L’incontro odierno, inserito nel progetto “Le cooperative delle Alpi del mare”, ha visto l’intervento di esperti del settore che hanno portato testimonianza di quanto il mondo agricolo e sociale sia in continua evoluzione e quanto sia necessaria una sinergia tra il mondo della cooperazione, il territorio e gli enti pubblici e privati.

“La collaborazione tra Confcooperative Imperia-Savona e quella di Cuneo sancisce anche il legame a livello regionale tra Liguria e Piemonte -sottolinea Riccardo Viaggi, presidente Confocooperativa Imperia-Savona- e questo è un passo necessario per crescere attraverso un continuo scambio di competenze e idee tra i diversi enti. Soprattutto a fronte di un tema come quello dell’agricoltura sociale”.

Tema che si presenta come una grande opportunità per il territorio e per l’occupazione. Senza contare il carattere sociale che potrebbe davvero diventare l’elemento di innovazione per un Welfare partecipato.

“C’è bisogno di una progettazione condivisa tra enti cooperativi e pubbliche amministrazioni, attuando un vero e proprio protocollo d’intesa con la Regione – spiega Valerio Balzini, segretario Generale di Confcoopertive Liguria – al fine di avviare progetti di agricoltura sociale che non siano fini a se stessi ma che possano essere le basi di un cambiamento dell’odierno modello di Welfare”.

Innovazione che passa inevitabilmente da un rafforzamento delle cooperative sociali e dei distretti sanitari, dall’attrezzare le coop sociali in modo che possano assumere un ruolo di servizio e supporto nei confronti di quella agricole e avviare progetti di reinsediamento del territorio. Ecco gli obbiettivi che il connubio tra agricoltura e sociale si pone. Tutto in modo che ci sia uno sviluppo concreto e sostenibile nel tempo. E proprio perché si possa giungere a questo scopo sono necessari strumenti in grado di sorreggere le realtà cooperative nel loro percorso.

“La Regione Liguria, con la Legge regionale 36 del 21 novembre 2013, ha indicato quelle che sono al momento le linee guida in materia di agricoltura sociale – afferma Roberto Barrichello, dirigente dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Liguria – senza entrare in questa fase nello specifico della questione. Soprattutto perché il tema sociale e agricolo è in continua evoluzione e le linee guida devono essere pronte a rinnovarsi in base alle esigenze reali del momento. L’intenzione sarà comunque quella di supportare attraverso strumenti adeguati le aziende che si affacceranno a questo nuovo mondo. Fermo restando che ci dovrà essere una cooperazione continua tra pubblico, privato e territorio. Ossia, creare un sistema che possa rispondere alle reali necessità dell’ambiente in cui si trovano ad operare gli enti”.

Nonostante l’avvio dei bandi in materia di agricoltura sociale previsto per il 25 maggio 2015, la realtà è di un Paese in ritardo e senza un impianto legislativo adeguato. A questo si somma anche una distanza della politica che limita di fatto la possibilità di instaurare un discorso duraturo e concreto nel tempo.

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