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Finale, risolto il “mistero” della moto: dimenticata dai ladri che hanno svaligiato gli altri box

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Finale Ligure. Quella che sembrava una storia singolare si è rivelata invece una “spaccata” in piena regola. Nessun mistero buffo, quindi, dietro al ritrovamento da parte di una finalese di una moto nuova all’interno del proprio box: quella moto, purtroppo, non era un dono del padre ma dei ladri. Era infatti stata appena rubata da un altro garage nell’ambito di un “colpo” in cui i box svaligiati sono stati quasi una ventina.

Sulle prime era sembrata una curiosità: una donna di Finale che si è recata a prendere lo scooter e ha trovato in garage una Ktm nuova, con le chiavi inserite nel cruscotto. Un episodio che le ha instillato qualche dubbio sulla sicurezza del proprio box: ha così deciso di cambiare serratura e raccontare la storia ad alcuni vicini, alla ricerca dello sconosciuto proprietario.

La realtà, però, si è rivelata ben diversa: molte persone, mano a mano che sono scese a controllare il proprio garage (ce ne sono circa 50, su due piani), lo hanno trovato forzato e svaligiato. Sono quasi una ventina, in totale, quelli presi di mira dai ladri, tra cui proprio il primo vicino all’uscita, quello del proprietario della Ktm.

La moto è stata poi ritrovata dalla donna nel proprio box, che è invece il più vicino al cancello di ingresso, dunque dalla parte opposta: l’ipotesi più probabile, al momento, è che i malviventi siano entrati dal cancello di uscita, iniziando da lì la propria “opera”, siano stati disturbati da qualcosa e abbiano abbandonato la moto nel primo luogo accessibile, magari con la speranza di tornare a prenderla successivamente.

“Non abbiamo ancora un’idea precisa di quanti siano i derubati – spiega Massimo Brichetto di Studio 5, che amministra il condominio – abbiamo iniziato ad avvertire tutti gli abitanti perché controllino il proprio box. Il cancello non risulta forzato, ma essendo dotato di apertura automatica ai ladri sarà bastato bloccare la fotocellula dopo l’uscita di un automobilista”.

Le indagini per individuare i responsabili sono iniziate, ma gli indizi al momento scarseggiano: il complesso, purtroppo, non è dotato di un impianto di videosorveglianza. “Ma non escludo che dopo questo episodio i condomini non decidano di installarlo”, conclude Brichetto.

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