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Emodinamica chiusa di notte a Pietra, Melgrati: “Basterebbe un medico da Savona, una settimana al mese”

Pietra Ligure. “Mi chiedo come sia possibile che un DEA di secondo livello come è l’ospedale di Santa Corona non abbia il servizio di Emodinamica attivo 24 ore su 24. Questa è una grande assurdità”. Cosi si esprime Marco Melgrati, capogruppo di Forza Italia in Regione Liguria.

Secondo Melgrati i numeri parlano da soli: 822 procedure totali al Santa Corona, 864 al San Paolo. I dati, forniti dal Registro GISE (2013) Società Italiana di cardiologia Interventistica, parlano di 753 coronarografie a Pietra e 812 a Savona. Un sostanziale equilibrio sancito anche dalle angioplastiche coronariche, 410 a 470: e il divario è dovuto proprio a quelle durante infarto, dato che quelle elettive sono pari. A Pietra addirittura avvengono più sostituzioni valvola aortiche (8 l’anno, contro le 5 savonesi) e interventi extracardiaci (20 contro 14).

“Data questa situazione – continua Melgrati – mi sembra evidente che siano stati posti limiti alla funzionalità di un servizio di eccellenza medica ‘salva-vita’ privando così i nostri cittadini di una preziosa risorsa indispensabile alla loro salute. E mi riferisco non solo ai residenti ma a tutti i turisti che si apprestano a venire sul nostro territorio. Noi possiamo offrire tutta l’accoglienza possibile, ma se poi da un punto di vista medico non riusciamo a fornire servizi adeguati diventa un dramma. E mi riferisco al Punto di Primo Intervento dell’Ospedale di Albenga e ora all’Emodinamica di Pietra Ligure”.

Il consigliere regionale di Forza Italia precisa: “Al contrario di quello che è stato dichiarato dall’Asl non ci sono oneri in più, ma è solo un problema di organizzazione. Si potrebbe proporre di estendere attività di pronta disponibilità H24 per il trattamento dell’infarto miocardico acuto all’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Occorre dire che le linee guida per gli Standard dei laboratori di Emodinamica della Federazione Italiana di Cardiologia prevedono in caso di attivazione della pronta disponibilità H24 per il trattamento dell’infarto miocardico acuto, un organico medico minimo di 4 persone al fine di garantire un servizio efficace ed efficiente ed allo stesso tempo di tutelare i diritti contrattuali e sindacali degli operatori”.

Un obiettivo raggiungibile facilmente secondo Melgrati, basterebbe “scambiare” alcuni elementi già in organico: “Attualmente i medici emodinamisti all’Ospedale di Santa Corona sono 3 ed effettuano un servizio di pronta disponibilità dalle 7 alle 20, tutti i giorni 365/365 giorni. Due degli emodinamisti risiedono a Savona ma effettuano le prestazioni di pronta disponibilità presso Ospedale Santa Corona. I medici emodinamisti all’Ospedale di Savona sono 5 ed effettuano un servizio di pronta disponibilità H24. Uno di loro risiede a Pietra ligure ed effettua le prestazioni di pronta disponibilità presso Ospedale San Paolo. In questa situazione si potrebbe far si che uno dei 5 medici dell’Ospedale San Paolo di Savona effettuasse per 1 settimana al mese (distribuito lungo il mese) i turni di pronta disponibilità notturna presso il Santa Corona. In questo modo, senza costi aggiuntivi si avrebbero 2 organici omogenei di 4 persone che permetterebbero di coprire in maniera ottimale 24h/24h e le esigenze delle 2 strutture rispettando a pieno le indicazioni della linea guida e le prerogative contrattuali dei singoli”.

“L’organico infermieristico della sala interventistica dell’ospedale Santa Corona – Marco Melgrati – è gia reperibile di notte per urgenze aritmologiche come per esempio impianto di pace-maker temporaneo. Quindi nemmeno questo comporterebbe costi aggiuntivi. Dalle cose dette sopra si capisce quindi come il numero degli interventi eseguiti presso l’Emodinamica del Santa Corona sono quasi dello stesso numero effettuato presso Ospedale San Paolo. All’ospedale Santa Corona si eseguono minor numero di infarti acuti appunto perche la struttura non è autorizzata ad essere operativa nelle ore notturne. Pertanto è evidente che le vere ragioni di tale mancata risposta alla salute dei cittadini vadano ricercate nella scarsa capacità e volontà organizzativa di un Dipartimento chiamato ‘Emergenza’ nonché nella mancanza di equa distribuzione delle risorse”.

“Queste considerazioni teoriche si sono recentemente concretizzate nella drammatica scomparsa del sig. Sergio Nardulli che nella notte del 13 aprile ha perso insieme al tempo prezioso anche la sua unica vita. Non è possibile quindi che un cittadino colpito da infarto di sera debba andare a Savona perchè a Pietra Ligure l’emodinamica è chiusa”, conclude Marco Melgrati.

Commenti

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  1. pinco
    Scritto da pinco

    La donazione della Fondazione De Mari dell’emodinamica all’ospedale pietrese si rivela essere ora una vera e propria spina nel fianco dei “programmatori sanitari”, che non potrano certo negare a un DEA di secondo livello la copertiura H24 (specie poi se a costo zero…) di una specialità che è in odore di essere pure funzionale alla qualifica di DEA… con sommo rodimento per chi ha in atto il piano (ormai in corso) strategico di spellare il carciofo a foglie per far perdere la qualifica all’ospedale di Pietra per spostarla a quello di Savona…
    Poco importa dell’invidia savonese del mini DEA: se deve esserci solo un emodinamica ha senso che stia nel DEA di secondo livello e NON in quello inferiore.