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Emergenza Cardiologia al Santa Corona, il sindaco Valeriani: “Situazione inaccettabile, parlerò con Neirotti”

Pietra L. L’emergenza Cardiologia nell’ospedale pietrese Santa Corona tiene banco in questi giorni, sia in Regione sia a livello locale, con numerosi appelli e denunce da parte di esponenti politici e non solo. Tutto è nato con la pubblicazione, qualche giorno fa, di uno sfogo di una lettrice che denunciava il mancato funzionamento notturno dell’emodinamica dell’ospedale, chiedendosi: “Si possono raccogliere firme o fare qualcosa per cercare, o quantomeno tentare, di far aprire di notte la sala operatoria della cardiologia di Santa Corona?”. Ieri l’intervento di Roberta Gasco in Regione, oggi arrivano le parole, accorate, del neo sindaco di Pietra Ligure Dario Valeriani.

“Ho letto con grande preoccupazione le notizie apparse ieri su un quotidiano della vicenda di un cittadino colpito da un infarto che è dovuto andare al San Paolo di Savona perché l’emodinamica di Pietra Ligure è chiusa durante le ore notturne – esordisce Valeriani -. Negli ultimi nove anni, da quando è stata fondata, l’Emodinamica dell’Ospedale Santa Corona si è sviluppata in maniera esponenziale garantendo alla popolazione del ponente cure cardiologiche all’avanguardia”.

Valeriani, poi, si sofferma sull’importanza del problema, sottolineando che la stagione estiva è alle porte e quindi anche il numero degli interventi richiesti – a fronte di un raddoppio della popolazione in Riviera – sarà in netta crescita.

“Ogni giorno – riflette il sindaco – vengono effettuati numerosi delicati interventi cardiaci in elezione ed in urgenza, spesso coprendo anche le esigenze dei territori circostanti fino a Ventimiglia. Tuttavia è triste notare come questo servizio, per motivi che non ho ancora ben compreso, non sia attivo nelle ore notturne. Mi sono immediatamente informato presso i medici della cardiologia del Santa Corona che mi hanno ribadito come le sale siano di alta qualità tecnologica, gli interventi eseguiti sono di ragguardevole per numero, varietà e complessità ed il volume d’attività sostanzialmente non differente da quello dell’Ospedale San Paolo; in più l’attivazione della sala operatoria emodinamica nelle ore notturne non comporterebbe alcun costo aggiuntivo”.

A preoccupare maggiormente è la distanza dell’ospedale San Paolo. I tempi, soprattutto in materia di cardiologia, sono fondamentali per salvaguardare la vita del paziente.

“Non è accettabile – denuncia Valeriani – che un cittadino con attacco cardiaco nelle ore notturne non abbia il diritto di accedere alla prima sala operatoria Emodinamica già esistente in un ospedale sede di Dea II livello, e che debba perdere ore vitali nel trasporto all’ospedale prescelto, per chissà quali ragioni, soprattutto in vista della stagione estiva dove con l’afflusso dei turisti la popolazione triplica”.

“Per questi motivi chiederò un incontro al direttore dell’Asl Flavio Neirotti per capire meglio come poter affrontare la situazione e cosa si può fare per ovviare a questo problema in un momento delicatissimo per la stagione che dobbiamo affrontare”, conclude con preoccupazione il sindaco di Pietra Ligure Dario Valeriani.

Commenti

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  1. ahote hania
    Scritto da ahote hania

    Sono completamente concorde (le idee vanno oltre le persone)!
    Purtroppo il lentissimo ma sistematico smantellamento del Santa Corona procede inesorabilmente, e direi con grande abilità: si mantengono reparti e servizi che andrebbero chiusi o riformati con lo scudiscio (leggi Pronto Soccorso, ma non solo) e si chiudono (o spostano, o ridimensionano) reparti e servizi di grande qualità e prestigio (con relativa fuga di medici prestigiosi).
    Con buona pace di chi gestisce, “senza secondi fini”, la regione (la gran faccia da pesce lesso e la sua cricca)…

  2. Pegasus
    Scritto da Pegasus

    ma come ha fatto Fra Dario Valeriani a non intervenire prima ? forse era troppo impegnato a valutare la dismissione e la cementificazione del Santa Corona prima di pensare al servizio reso ai cittadini da ogni reparto. Proprio vero che si guarda la pagliuzza negli occhi altrui e mai la trave nel proprio.