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Depuratore ponente, Cangiano: “Priorità sulla mia agenda, non sono io a rallentare”

Albenga. “Del depuratore si parla da anni, io ci sono da 15 giorni: è assurdo dire che sono io a rallentare l’iter”. E’ cordiale ma deciso, Giorgio Cangiano, nel prendere posizione sul via al depuratore consortile del ponente, dopo l’annuncio di questa mattina del presidente della Provincia Angelo Vaccarezza.

Un lavoro da 4,2 milioni di euro per il quale, ha spiegato Vaccarezza, manca solo l’ok di Cangiano dopo quelli arrivati in passato prima dall’ex sindaco Rosy Guarnieri e poi dal commissario prefettizio Montella.

Il neosindaco è chiaro: “Il depuratore è uno degli argomenti prioritari per me, sia per la possibile sanzione che per civiltà. Non si può pensare nel 2014 di essere ancora in questa situazione”. Nessuna intenzione di rallentare l’iter, dunque: “Il mio ‘sì’ non è ancora arrivato solo perché prima voglio capire dove ci porta. E’ decisivo che la depurazione riguardi tutta Albenga e non solo una parte: sono pronto a confrontarmi con Provincia e Regione e a fissare incontri, l’importante è essere certo che sia una depurazione ‘vera’ di tutta la città”.

Cangiano auspica tempi brevi: “Sono andato ad un primo incontro in Provincia, ora ne farò altri in Provincia e Regione. La mia volontà è quella di prendere decisioni nell’immediato, ma bisogna anche capire che sono cose di cui si parla da anni e io ci sono da 15 giorni… non si può dire che sono io a rallentare. E’ una strumentalizzazione addossare a me il ritardo su uno dei punti che invece è tra i primi della mia agenda”.

Commenti

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  1. Scritto da Giancarlo Dellepiane

    Mi scuso per l’inesattezza contenuta nella ultima frase del mio commento: il grigliatore è in Viale VIII Marzo mentre è lo scarico a mare che è in Regione Carenda.

    La mancanza di depurazione è invece sempre e comunque garantita.

  2. Scritto da Giancarlo Dellepiane

    Dal Sole/24 ore:

    http://www.entilocali.ilsole24ore.com/art/territorio-e-sicurezza/2012-07-19/italia-condannata-mancato-trattamento-123243.php?uuid=AbMcNIAG

    Con la sentenza della causa C-565-10 del 19 luglio 2012 l’Italia, ed in solido il comune di Albenga, sono stati condannati dalla Comunità Europea

    Parlerei quindi non di “possibile sanzione ” ma di “sanzione certa”: dopo la condanna la Corte Europea deve solo quantificare in soldoni l’entità della penale da pagare.

    Recentemente sono state riesumate diciture quali “Depuratore consortile” e “Depuratore ponente” che hanno una inquietante assonanza con “Depuratore ingauno” una specie di equivalente del MOSE di Venezia in terra ingauna con la fondamentale differenza che là, sia pure a caro prezzo, qualcosa si sta costruendo mentre qua, a caro prezzo, la “Depuratore ingauno” ha prodotto solo carta, ora straccia, consulenze, indennità e nulla altro.

    Piacenti o nolenti la sola soluzione economicamente e tecnicamente percorribile, in tempi ristretti per non pagare una multa astronomica alla Comunità Europea per infrazione comunitaria è l’allaccio con il depuratore di Borghetti Santo Spirito.

    A cui dovremo presentarci con il cappello in mano pregando di essere accettati come semplici utenti e senza la possibilità di dire la nostra sulle scelte future di “Servizi Ambientali” e questo, non tanto perchè quei di Borghetto siano cattivi ma perchè ancora una volta “Arbenga a nescia” non si è smentita.

    E se vuol documentarsi sulle vicende dellla “Depuratore ingauno” ha la grande fortuna di non dover neppure prendersi il disturbo di uscire fuori dal suo studio.

    Una ultima considerazione: visto che Lei afferma: “Del depuratore si parla da anni, io ci sono da 15 giorni: è assurdo dire che sono io a rallentare l’iter” come sindaco di Albenga si impegna a cancellare il “canone di depurazione” dalle bollette ILCE o anche Lei si accoderà alle due amministrazioni chi La hanno preceduta e anche Lei sosterrà che, avendo Albenga non uno ma ben tre depuratori ( ma che servono solo i 3500 residenti a Bastia Canpochiesa e Salea), TUTTI i cittadini e non solo questi 3500 devono pagare il canone di depurazione e ciò in contrasto con la sentenza della Corte di Cassazione n. 8318 del 15/02/2011 che: “ha enunciato il principio della non debenza della tariffa richiesta per il servizio di depurazione dell’acqua se i comuni non sono forniti dei relativi impianti di depurazione” ?

    Anche il Commissario Prefettizio nella ordinanza n. 387 del 23/12/2013 si è dovuto arrendere alla evidenza dei fatti e ha ammesso (finalmente!) che i grigliatori di Vadino e Carenda NON CONSENTONO ALCUNA FORMA DI DEPURAZIONE.