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Credito, fisco e burocrazia, Costi (Confartigianato): “Urge cambio di passo”

Liguria. Con l’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno presentato questa mattina in consiglio regionale da Gino Garibaldi (Ncd) e Matteo Rosso (Fi), e sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza e minoranza con il via libera dell’assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli, la Regione Liguria si impegna ad attivarsi, con modalità e iniziative concrete, nei confronti del governo per esaminare, discutere e recepire le proposte riguardanti le gravi problematiche che continuano a opprimere il settore delle micro e piccole imprese artigiane.

Obiettivo: dare un aiuto reale ed efficace per risolvere le gravi questioni dell’accesso al credito, dell’aumento della pressione fiscale e dell’alleggerimento degli oneri burocratici. “L’impegno preso dalla Regione Liguria – spiega Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria – giunge in momento particolarmente critico e speriamo si possa tradurre in una svolta concreta per il nostro settore, che rappresenta il principale tessuto del sistema economico ligure e italiano. Noi siamo a disposizione per sottoporre idee e proposte e ci attendiamo fatti concreti che possano aiutare il settore dell’artigianato, soffocato, in primis, da un credito sempre più inaccessibile: i dati ci dicono che i finanziamenti sono diminuiti del 6,2% in un solo anno, percentuale che si traduce in 76 milioni di euro in meno tra 2012 e 2013. ”

“Ma non solo – prosegue Costi -: la pressione fiscale si fa sempre più vorace e raggiunge ormai il 43,9% del Pil, senza contare il gettito del sommerso, con cui si arriverebbe addirittura al 52,9%. Per non parlare della burocrazia sempre più complessa e onerosa: sulle 629 nuove norme fiscali approvate tra 2008 e 2014, ben 389 sono adempimenti che riguardano il mondo delle imprese. In pratica, in sei anni il fisco è lievitato di una nuova norma a settimana”.

Burocrazia che, oltre a opprimere le piccole realtà produttive, con un notevole dispendio di tempo e di denaro, risulta anche tra le più inefficienti, generando così un ambiente particolarmente ostile al “fare impresa”: nella classifica “Doing Business 2014” l’Italia si colloca al 23esimo posto tra i 28 Paesi dell’Unione europea e al 65esimo tra i 189 Paesi del mondo. Non solo: anche a livello di servizi digitali, proprio i rapporti con la pubblica amministrazione risultano ancora inefficienti.

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