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Ciangherotti, appello a Orlando: “Tribunale di Savona fuorilegge? C’è Albenga”. E attacca Berruti foto

Albenga. Il tribunale di Savona non è a norma? C’è sempre quello di Albenga. Un leit motiv già uscito nei giorni scorsi: a ricordarlo oggi al ministro Orlando sono Eraldo Ciangherotti e Ginetta Perrone, consiglieri comunali di minoranza sotto le torri ingaune.

“Questa mattina abbiamo fatto un sopralluogo al tribunale di Albenga – racconta l’ex assessore – una struttura di recente costruzione, finanziato dalla cassa depositi e prestiti con un mutuo ventennale ancora in essere a carico del Ministero della Giustizia, inaugurato solo nel 1999, dotato di ogni tipo di infrastruttura, con ampi posteggi gratuiti per l’utenza, in una posizione centralissima, vicina al centro storico e facilmente raggiungibile sia con mezzi pubblici sia privati. In quasi 12 mila metri quadri di superficie, c’è lo spazio per i giudici di pace, l’ampia zona destinata al tribunale con 3 grandi aule per udienze civili e penali ed un’aula dedicata ai giudizi per direttissima con imputati detenuti (sono previste anche celle di sicurezza), numerose stanze per la Procura della Repubblica, per il personale, per gli avvocati, per la polizia giudiziaria, nonché sale di attesa e una sala riunioni-biblioteca”.

Ciangherotti e Perrone si chiedono quindi “perché il Palazzo di Giustizia di Savona continui oggi ad essere, ancora oggi, aperto al pubblico, agli avvocati, agli agenti delle Forze dell’Ordine, ai magistrati che vi lavorano dentro, alle centinaia e centinaia di cittadini che lo utilizzano giornalmente senza, magari, conoscerne le reali irregolarità e inadeguatezze della struttura evidenziate dall’accertamento tecnico preventivo disposto dallo stesso tribunale che aveva nominato tre professionisti di chiara fama che hanno lavorato per giungere alle conclusioni che sono oramai conosciute da tutti”.

Un Palazzo di Giustizia, quello di Savona, che è stato dichiarato inagibile, privo di certificazione di prevenzione incendi, di relazione del superamento delle barriere architettoniche, senza adeguamento alla normativa antisismica, senza collaudo statico per la sopraelevazione effettuata, senza il completamento delle opere e senza il progetto di restauro statico post cedimenti strutturali dell’anno 2003. “Sul Palazzo di Giustizia di Savona vi è, in 47 pagine, una relazione tecnica preventiva che, letta con attenzione, dichiara la struttura ‘fuori legge’ – insistono i due consiglieri – Un accertamento tecnico che, siamo certi, fosse stata redatto a carico di una scuola, di un ospedale o di un stabilimento industriale, avrebbe certificato l’istantanea dichiarazione di inagibilità con immediata evacuazione della struttura, fino al ripristino della sicurezza del Palazzo in somma urgenza”.

Il duo fa poi appello al Ministro Orlando perché venga a visitare il Palazzo di Giustizia di Albenga “e si renda conto del fatto che noi il Palazzo di Giustizia ad Albenga ce l’abbiamo già e non occorre costruirne un altro, nuovo, a Savona per trasformare ‘l’emergenza in opportunità’ come suggerisce l’onorevole Franco Vazio, soprattutto all’indomani del chiacchiericcio sul caso ‘Mose di Venezia’. Se Savona non ha un Palazzo di Giustizia a norma, si torni ad Albenga, almeno temporaneamente, per garantire l’incolumità delle centinaia e centinaia di persone che lavorano e e transitano quotidianamente all’interno del Palazzo di Giustizia”.

“Ho saputo che il Sindaco di Savona, Federico Berruti, con un indirizzo di giunta, ha respinto la mia proposta di spostare ad Albenga la sede di Palazzo di Giustizia. Bene, mi chiedo con quale attendibilità e rispetto per l’utenza (cittadini, lavoratori, avvocati, polizia giudiziaria e magistrati) parla un politico che dal 2006, da quasi dieci anni, siede sulla poltrona di primo cittadino e, pur essendo a conoscenza da anni delle gravissime irregolarità che da sempre affliggono il palazzo di giustizia, durante la sua pluriennale amministrazione comunale, non si è mai dato da fare per reperire i fondi necessari per poter ristrutturare ed adeguare l’edificio savonese”, conclude Ciangherotti.

Commenti

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  1. Scritto da juppiter

    1) È evidente a tutti che il Pazzo di Giustizia di Albenga (che non è proprio il gioiellino sopradescritto) sarebbe del tutto insufficiente ad accogliere le attività dell’attuale Tribunale di Savona (oltre che assolutamente decentrato).
    2) A Savona il palazzo della Provincia (ormai sulla via del tramonto!), con poche ed opportune modifiche, sarebbe più che adatto.

    Del resto, si sa, in questo paese la logica non è di casa.