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Bergeggi, Arboscello e il problema scuola: “Istituzioni poco elastiche, la città non può sostituirsi allo Stato”

Bergeggi. Il neo sindaco di Bergeggi, Roberto Arboscello, attraverso una nota, punta il dito contro lo stato di difficoltà in cui versano le scuole italiane e, in particolare, quella della sua città.

“Oltre che a combattere annualmente contro il trend demografico in continua diminuzione e con le norme spesso assurde, che riguardano tagli alla spesa, ci si trova a dover combattere anche con la scarsa elasticità di chi quelle norme è tenuto ad applicarle – esordisce il sindaco -. Succede infatti che, come accaduto molto spesso in passato, gli iscritti alla futura prima della scuola primaria siano solamente 9. Il dubbio che non si riesca ad attivare una classe prima ma si debba ripiegare su una pluriclasse, visti i continui tagli, ci viene da subito ma Bergeggi è abituata a gestire pluriclassi. Il problema si pone quando ci viene comunicato che l’unica soluzione possibile è una pluriclasse prima/quarta. Io ho vissuto e sto vivendo in prima persona, da genitore e da amministratore prima e ora da sindaco, le vicende della scuola”.

“L’amministrazione di Bergeggi – prosegue Arboscello – da diversi anni sta facendo sforzi enormi, economici ed organizzativi, per mantenere il plesso scolastico, a mio modo di vedere essenziale centro di aggregazione e di vitale importanza per il nostro paese. Senza la scuola il paese ‘muore’, si trasforma in un paese dormitorio. Per cui è da tempo che investiamo su innovazione, sulla struttura (inaugurata nel 2008), su progetti didattici, in modo da rendere più appetibile la nostra scuola”.

Il sindaco Arboscello, poi, ripercorre la vicenda: “Preso atto della follia di una pluriclasse prima/quarta, unica soluzione possibile, iniziamo a lavorare, in concerto con la direzione didattica, per attenuare i disagi e fornire un’offerta formativa adeguata. Ci attiviamo, come amministrazione, per fare fronte economicamente a un certo numero di ore per tenere separate il più possibile le due classi, almeno per le materie più importanti. Il paradosso è che qualche giorno fa arriva al nostro ufficio istruzione l’interessamento di altre tre famiglie per l’iscrizione dei propri figli alla classe prima, per cui il numero totale potrebbe salire a 12. Comunichiamo questo al provveditorato, il quale non solo ci fa presente che ormai gli organici sono stabiliti per cui non si può istituire la classe prima, ma addirittura ci comunica che le nuove richieste di iscrizione vanno respinte in quanto la pluriclasse è già in deroga e il numero totale diventerebbe troppo alto”.

“Faccio una sintesi. Sono anni che l’amministrazione investe per incentivare le iscrizioni a Bergeggi e quando arrivano dobbiamo respingerle. Oltretutto facendo parte della direzione didattica di Vado e quindi rapportandosi con gli altri plessi vediamo che è stata attivata una classe prima a Sant’Ermete con 10 alunni. Inutile dire delle reazioni delle famiglie sia della classe prima che della classe quarta. In conclusione, l’amministrazione di Bergeggi si rende disponibile a un ulteriore sforzo per permettere la separazione delle due classi per un bel numero di ore ma chiede, con fermezza, che quando si analizzeranno gli organici di fatto si tenga conto della particolare situazione e che vengano dirottate sul nostro plesso ore in più. Quello che si è visto, è la totale asetticità d’analisi da parte delle istituzioni coinvolte nella distribuzione degli organici, che non tengono conto delle peculiarità geografiche, delle difficoltà dei trasporti, della necessità di preservare un plesso che è unica sede nel comune e non di una frazione, ma che tiene solo conto dell’aspetto numerico”, continua Arboscello.

“Non trovo altresì giusto che l’amministrazione comunale si debba sostituire allo Stato ed è altresì impensabile che riesca a farlo viste le poche risorse disponibili, ma siamo comunque disposti ad un grande sforzo per attenuare il disagio di questa ‘fantasiosa’ pluriclasse, ma chiediamo un piccolo aiuto anche dalle istituzioni competenti. Nei prossimi giorni porteremo le nostre ragioni nelle sedi competenti, così come lo faranno i genitori. Siamo consapevoli delle difficoltà in cui versa la scuola in generale e siamo disposti, sia come amministrazione che come genitori, a sacrifici pur di salvaguardare l’esistenza della scuola di Bergeggi. Ma le istituzioni devono fare la loro parte”, conclude il sindaco di Bergeggi Roberto Arboscello.

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