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Banca d’Italia: liguri ancora campioni di risparmio, ma cala la ricchezza. Ed è record di disoccupati

Savona. Quella del ligure “tirchio” è un’immagine popolare molto nota: ci dipingono mugugnoni, magari arcigni, di certo taccagni. La tendenza dei liguri a risparmiare non la si scopre certo oggi. La notizia è che continuino a farlo anche in questi tempi difficili: a quanto pare, infatti, in barba alla crisi economica, quello ligure continua ad essere un popolo di risparmiatori.

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A dirlo è uno studio della sede genovese di Bankitalia sui depositi bancari, dal quale emerge che i capitali “accantonati” dai liguri siano superiori a quelli della media italiana. La ricchezza delle famiglie liguri, secondo Banca d’Italia, era pari, lo scorso anno, a circa 380 miliardi di euro: un dato che, distribuito tra l’intera popolazione, fissa il patrimonio personale medio ad un livello ancora di tutto rispetto, circa 245 mila euro, sensibilmente superiore alla media nazionale.

Tuttavia, mentre tra il 2002 e il 2006 la progressione della ricchezza, trasferita su un grafico, era simile ad una linea retta, negli anni successivi si è appiattita curvandosi e, dal 2010, la curva ha cominciato a scendere. “Certo, i depositi crescono meno velocemente che in passato – ammette il direttore della Banca d’Italia di Genova, Nicola Barbera – però non vuol dire che ci sia meno ricchezza che in passato, perché i depositi bancari sono solo una parte della ricchezza finanziaria delle famiglie. Se ci sono prodotti alternativi più interessanti una parte della ricchezza può andare in quella direzione”.

La Liguria, quindi, avverte con un certo ritardo i grandi fenomeni economici globali, sentendone più tardi gli effetti; d’altro canto, di conseguenza, è anche tra le aree più lente a riprendersi. Barbera e il presidente della Camera di Commercio di Savona, Luciano Pasquale, hanno fatto il punto questa mattina a Palazzo Lamba Doria sullo stato economico della Liguria e della provincia di Savona, nel corso di un incontro per la presentazione dell’annuale rapporto sull’economia ligure, illustrato da Andrea Migliardi, dell’Ufficio Analisi e Ricerca della Banca d’Italia.

“Le famiglie savonesi, di fronte alle perdite di reddito, hanno cominciato ad intaccare la ricchezza accumulata in passato – osserva Pasquale – Non è possibile fare altrimenti in una comunità dove ormai lavorano meno di quattro persone su dieci e dove i disoccupati sono passati in due anni dal 4,6 al 10,6% delle forze di lavoro”.

“In effetti – ha spiegato il dottor Migliardi –, nel decennio tra il 2002 e il 2012 il patrimonio totale delle famiglie liguri, somma di immobili e attività finanziarie è cresciuto a prezzi correnti di oltre il 50%, contro il 32,5% nazionale e il 24,5% del Nord Ovest. I primi cinque anni hanno visto una crescita media del 9,3% all’anno, trainata soprattutto dalla rivalutazione degli immobili; nel quinquennio seguente la ricchezza ha ristagnato ed ha cominciato a flettere. Tenendo conto dell’inflazione, il valore della ricchezza netta tra il 2007 e il 2012 si sarebbe ridotto del 10,1%”.

E la tendenza non è certo cambiata nel 2013, anno orribile per occupazione e cassa integrazione, ma segnato anche da un arretramento dei valori immobiliari. “La perdurante debolezza della congiuntura economica ha depresso il mercato del credito – ha osservato il dottor Barbera – perché alle difficoltà registrate sul lato dell’offerta di finanziamento si sono sommate le difficoltà che l’incertezza ha indotto sul lato della domanda di credito”.

Le minori tensioni sui prezzi delle case contribuiscono oggi ad alimentare una certa ripresa del mercato dei mutui immobiliari, ma con le imprese il discorso cambia, perché la rischiosità resta elevata. Va osservato che anche le banche sono imprese: il loro mestiere è quello di dare credito, ma devono anche contare su un ritorno economico del loro investimento e a fine marzo 2014 le sofferenze sui prestiti alle imprese hanno raggiunto il 4,5% quando a fine 2011 erano poco sopra l’1%”.

Un circolo vizioso che potrà essere spezzato solo da una vigorosa ripresa dell’economia, che, in Liguria, al momento, con la stagnazione dei consumi, può essere affidata ad un incremento dell’export, sostenendo sempre più imprese nella ricerca di nuovi mercati. “E’ uno degli obiettivi dell’azione camerale – ha sottolineato Luciano Pasquale – e i risultati ottenuti dalle esportazioni savonesi lo scorso anno, confermati dai dati del primo trimestre 2014, vanno nella direzione giusta. Ma c’è ancora molto lavoro da fare”.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Ps … notato che ormai imperversa la pubblicità di località estere dove portare la residenza …..?
    e visto che l’amministrazione fiscale fà giustamente controlli sulla veridicità. di tali residenze fiscalmente vantaggiose …
    finisce che invece di spendere qui …. si spende là ….. per almeno sei mesi ed un giorno …… e magari si finisce conl o spendere là per tutto l’anno

  2. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Causa l’assoluta incapacità del sistema … siamo tutti costretti a risparmiare su tutto per evitare il tracollo.
    .
    Al “sistema” và tolta la possibilità di “improvvisare” … le tasse da pagare … le aliquote … dell’anno successivo devono essere note entro settembre dopo tale data sono ammissibili solo detrazioni.
    .
    Poi … è inammissibile per un reddito fisso trovare scadenze in grado di svuotare il conto in banca …..
    .
    Per non distruggere ogni forma di economia è indispensabile che i soldi che vengono incassati non siano soggetti ad ulteriori prelievi “di importo indefinito”
    i “casini” che l’anarchia fiscale è riuscita a creare ricaschino sugli amministratori …
    .
    a meno di modifiche rispetto al periodo precedente le “gabelle” dovrebbero essere trattenute in busta paga o pensione … mese per mese senza creare artificiose complicazioni. …
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    Ovviamente stesso discorso per i ticket sanitari che vanno pagati “dopo” e non prima … lo staterello in cui viviamo ha tutti gli strumenti per costringerci a pagare ..
    e lo faccia a partire dall’anno successivo … un tanto al mese …
    .
    ma ricevendo la paga … lo stipendio .. o la pensione …. questa deve essere “totalmente” spendibile ….e non dobbiamo essere costretti a rinunziare a tutto per star dietro ad “eventuali” richieste di amministrazioni … che ormai tutti riteniamo del tutto inutili.