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Asili nido e scuola dell’infanzia, la Regione sostiene la legge 0-6: “Basta diseguaglianze”

Liguria. Scuola dell’infanzia, si cambia. Per sostenere e rilanciare il primo livello di istruzione di cui tutti i bambini tra i 3 e i 6 anni hanno diritto, la Regione Liguria sostiene fortemente un disegno di legge di iniziativa parlamentare che prevede che almeno un bambino su tre, prima dei tre anni, e in almeno nel 75% del territorio italiano, debba avere diritto ad un posto nell’asilo nido e pari opportunità di apprendimento,grazie anche risorse statali.

Il provvedimento ha tra le prime firmatarie la senatrice Francesca Puglisi. “Un provvedimento già in calendario, al Senato, che quando sarà legge rappresenterà una rivoluzione”, afferma Lorena Rambaudi, assessore alle Politiche Sociali della Regione Liguria che coordina la commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni.

“Il disegno di legge prevede che i servizio della prima infanzia siano inseriti nel sistema educativo zero – sei anni e considera il nido la prima tappa del percorso formativo con la partecipazione finanziaria da parte dello Stato che coprirà il 50 per cento delle spese, il 30% a carico degli enti territoriali e il restante 20 per cento a carico delle famiglie”.

Provvedimenti che dovranno assicurare la copertura del 33% del servizio per i bambini 0/36 mesi, come indica il trattato di Lisbona, soglia alla quale la Liguria e comunque vicina. In Liguria, i posti pubblici e privati per la prima infanzia, fra i 227 nidi d’infanzia, 26 servizi educativi domiciliari e 30 integrativi e le 90 sezioni primavera sono 9475. Per sostenere la copertura del 33% ne occorrerebbero 11 mila 320.

La Regione Liguria ha già espresso forte interesse nelle sessioni provinciali che si sono tenute in preparazione alla Conferenza Regionale del Sistema Educativo. “L’urgenza è il tema della sostenibilità economica e la complessità organizzativa e la presenza della onorevole Francesca Puglisi conferma l’attenzione del Senato a questo tema e l’interesse a sostenerlo”.

La Liguria possiede, infatti, un buon servizio per la prima infanzia, sia in termini qualitativi, sia quantitativi, “ma oggi, nonostante un finanziamento regionale di oltre 3,6 per il biennio 2013-14, ci sono molte difficoltà sulla sostenibilità economica del sistema, concepito come una realtà di responsabilità pubblica, ma a gestione integrata con i privati attraverso i processi di accreditamento. E’ venuta meno la sostenibilità del sistema perché i comuni hanno meno risorse disponibili e gli asili nido, essendo servizi di qualità, ma costosi, trovano le famiglie in difficoltà a pagare la loro quota e non iscrivono i bambini” spiega la Rambaudi.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    basta guardare i fogli con le classifiche ….. sono pieni di nomi che ….. non pagano o pagano quote molto basse.
    .
    ed allora …. si scopre che asili privati costano meno … e se i comuni facessero pagare a tutti la quota necessaria al funzionamento lasciando alla fiscalità il compito di restituire in qualche modo le quote destinate ai veri bisognosi … le cose andrebbero meglio
    .
    gli asili riceverebbero il necessario a funzionare senza dover chiedere la partecipazione alle spese “portare i pannolini, ….. la carta … ecc.”
    e la finanza potrebbe fornire i “buoni asilo” ….. dando una controllata ad eventuali abusi.