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Alta Via Stage Race, conclusa l’edizione 2014: vince Stefan Hutmacher foto

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Liguria. Lo svizzero Stefan Hutmacher (104) ha vinto e dominato la terza Alta Via Stage Race, la gara a tappe di mountain bike che da sabato scorso ha portato un centinaio di biker a pedalare alla scoperta dell’entroterra ligure, dei suoi Borghi immersi nella natura, delle sue zone ricche di storia, cultura e tradizioni, lungo un tracciato di 540 Km con 19.400 metri di dislivello pari a due volte l’Everest, la montagna più alta del mondo. Nel 2013 lo spagnolo Joan Compte Fabregò.

Avrs 2014 è stata chiusa come tradizione da una tappa a cronometro individuale lungo l’emozionante e panoramico tracciato da Pigna a Airole (38 Km), che ha anche sconfinato in Francia. L’ha vinta il torinese Flavio Maurizio Coluccio (139) pur senza riuscire a recuperare tutti i 18 minuti che lo dividevano dall’elvetico, finito alle sue spalle. Terzo ha chiuso lo svizzero Saemi Burkart (103). In generale l’ultimo gradino del podio va all’altro svizzero Daniel Bringold (112) in virtù di una costanza di piazzamenti tra i migliori pur senza esser mai riuscito a figurare tra i primi tre in nessuna delle otto tappe. Oggi ha chiuso 13/o.

Per Coluccio l’Alta Via si chiude in maniera molto positiva con l’argento frutto in una grande condizione mostrata nel finale di questa TransLiguria in mtb che lo ha portato a vincere le tre tappe di Varazze, Pigna/Buggio e Airole. Ha così fatto meglio dello stesso Hutmacher che vanta le vittorie di Sesta Godano e Col di Nava/Pornassio. Gli altri sigilli di giornata sono stati conquistati dai liguri Eugenio Cossetto (119) a Borzonasca e Fabio Meirana (133) a Ceranesi/Livellato. Dallo svizzero Rudolf Eggimann (111) a Bardineto.

Tra i team il successo finale va ai liguri Alessandro Mantovani e Luca Barbieri (205 – Genoa Bike 1) grazie a un dominio totale nelle prime sette tappe frutto anche di una maggiore esperienza tra i binomi in gara. Mantovani aveva già vinto la prima edizione in compagnia di Gianluca Caserza. Al secondo posto finale vi sono gli spagnoli Ramon Trasserra Boixeda e Xavier Amagat Comas (204) che i sono presi la soddisfazione di battere gli italiani nella crono finale e facendo svanire così un filotto storico. Il terzo gradino del podio è del secondo team genovese Massimiliano Atramento e Michele Cumo (206), che oggi si sono visti cancellare la gioia del terzo posto di tappa dai danesi Hans Karberg e Michael Munch (201). Quarti in generale. Da segnalare il quinto posto di tappa e in generale dei bergamaschi Alessandro Turati e Francesca Miraglia, unica coppia mista in gara. Sesta, invece, la prima coppia interamente femminile composta dalle francesi Alice Caplier e Catherine Orsi.

Tra i partecipanti della formula weekend (tre tappe finali) vittoria di tappa al ligure Enrico Palmieri (151 – Imperia) e generale al torinese Roberto Navone (154). Tra i team dominio assoluto dei genovesi Diego Meirana – Matteo Parodi.

La frazione finale a cronometro ha attraversato i fitti boschi di Testa d’Alpe per poi svilupparsi lungo il crinale di confine tra Italia e Francia, con meravigliosi panorami su entrambi i versanti. Bellissima la discesa su Airole. Il percorso ha raggiunto l’Alta Via dei Monti Liguri a Passo Muratone e ne ha seguito l’itinerario fino al Colle dei Saviglioni, prima di scendere al traguardo. E proprio la montagna è stata nuovamente la vera protagonista di questa manifestazione nata per volontà dell’Associazione Ospitalità Alta Via dei Monti Liguri i cui volontari sono il cuore organizzativo-logistico. Referenti di tappa e di villaggio sono stati Claudio Simonetti, Marina Caramellino, Marina Demartini, Martina Migliazzi e Mauro Parodi mentre i referenti tecnici sono Lorenzo Carlini, Marco Marchese, Annamaria Messina e Vanessa Chiesa.

E ad immortalare questo stretto rapporto tra montagne e uomo, tra ambiente e appassionati della Mtb – l’Alta Via Stage Race vuol essere infatti un veicolo di conoscenza dell’entroterra ligure anche sul piano turistico – è stato l’arrivo ospitato nell’azienda agricola “A Trincea”, dove a quasi seicento metri di quota si produce vino e olio con grande impegno e sacrificio. Lo stesso patrimonio dei protagonisti dell’Avrs. Due facce per un unico mondo. Di certo questa realtà produttiva, come tante altre incontrate lungo i 540 Km di pedalate, impersona perfettamente lo spirito di chi vive e vuol vivere l’entroterra della Liguria. Di cui Avsr è un’importante ambasciatrice.

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